Il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) è il principale strumento con cui l’Unione europea investe sulle persone: lavoro, inclusione, formazione, competenze.
Per il periodo 2021-2027 sono stati stanziati oltre 140 miliardi di euro, di cui una quota importante destinata all’Italia, con l’obiettivo di sostenere occupazione, transizione verde e digitale, riduzione della povertà e dei divari sociali.
Vediamo di seguito come funziona il Fondo Sociale Europeo e quali passi seguire per accedere ai finanziamenti, sia a livello nazionale/regionale che direttamente dall’UE.
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Indice
Cos’è il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+)?
Il FSE+ è il nuovo Fondo sociale europeo valido per il settennio 2021-2027, e nato dall’unificazione di quattro strumenti precedenti:
- Il vecchio FSE;
- Il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD);
- L’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile;
- Il programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI).
La sua missione è duplice, e punta principalmente a sostenere l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali (l’insieme di principi UE su lavoro equo, pari opportunità, protezione sociale), oltre che a rafforzare coesione economica, sociale e territoriale, riducendo le disparità tra Stati membri e regioni.
Il FSE+ interviene, tra l’altro, su:
- Occupazione e politiche attive del lavoro;
- Formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale;
- Inclusione sociale e contrasto alla povertà;
- Sostegno a giovani, bambini, persone vulnerabili, lavoratori colpiti da crisi;
- Accompagnamento alla transizione verde e digitale, per evitare nuovi divari.
La maggior parte delle risorse è gestita con il modello della “gestione concorrente” secondo cui la Commissione europea negozia con ciascuno Stato membro programmi nazionali e regionali pluriennali, che traducono le priorità UE in bandi e progetti concreti.
Una parte inferiore è invece gestita direttamente dalla Commissione attraverso la componente “Occupazione e innovazione sociale” (EaSI), che finanzia iniziative transnazionali e di innovazione sociale.
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Il FSE+ in Italia: programmi, priorità e beneficiari
In Italia l’UE ha programmato investimenti FSE+ per circa 14,8 miliardi di euro, destinati a misure di inclusione sociale, politiche attive del lavoro e formazione, con un’attenzione particolare all’occupazione dei giovani nel quadro della Youth Guarantee.
Le principali priorità indicano chiaramente i campi in cui si concentreranno i bandi del Fondo Sociale Europeo:
- Competenze e formazione continua: percorsi di up-skilling e re-skilling per lavoratori e disoccupati, in particolare nei settori legati alla transizione verde e digitale;
- Contrasto alla povertà e sostegno ai minori: misure in linea con la Garanzia europea per l’infanzia per ridurre la povertà minorile e migliorare l’accesso a servizi fondamentali;
- Riduzione del divario di genere nel lavoro: sostegno all’imprenditoria femminile, servizi di conciliazione, promozione del coinvolgimento degli uomini nelle cure familiari, iniziative di welfare aziendale innovativo;
- Inclusione di persone vulnerabili e migranti, anche attraverso percorsi di integrazione socio-lavorativa.
Operativamente, il FSE+ è attuato in Italia tramite 6 programmi nazionali e 21 programmi regionali, a cui si affianca un programma collegato al Just Transition Fund (JTF).
Ogni programma definisce le priorità territoriali e individua un’Autorità di gestione, che è responsabile della pubblicazione dei bandi, della selezione dei progetti e del monitoraggio dei risultati.
I potenziali beneficiari dei finanziamenti, in Italia come nel resto dell’UE, sono principalmente:
- Enti pubblici (Regioni, Comuni, scuole, servizi per l’impiego, enti sanitari);
- Imprese private, in particolare PMI;
- Università e centri di ricerca;
- Associazioni, ONG, enti del Terzo settore, cooperative sociali;
- Imprese estere con sede nell’area coperta dal programma, nel rispetto delle regole sugli appalti pubblici.
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Accedere ai finanziamenti: passi operativi, elenco Regioni
Gli enti italiani che intendono candidarsi per accedere ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, possono farlo principalmente tramite la filiera nazionale e regionale (gestione concorrente).
È necessario nello specifico seguire alcuni passaggi chiave. Prima di tutto occorre individuare il programma nazionale o regionale pertinente, consultando la pagina italiana dedicata al FSE+ e verificando quali priorità – come giovani, formazione, inclusione o parità di genere – siano in linea con il progetto dell’ente.
Le pagine regionali dedicate al programma sono disponibili qui:
- Programma FSE Lombardia;
- Programma FSE Piemonte;
- Programma FSE Valle d’Aosta;
- Programma FSE Provincia Autonoma di Trento;
- Programma FSE Provincia Autonoma di Bolzano;
- Programma FSE Veneto;
- Programma FSE Friuli-Venezia Giulia;
- Programma FSE Liguria;
- Programma FSE Emilia-Romagna;
- Programma FSE Toscana;
- Programma FSE Umbria;
- Programma FSE Marche;
- Programma FSE Lazio;
- Programma FSE Abruzzo;
- Programma FSE Molise;
- Programma FSE Campania;
- Programma FSE Puglia;
- Programma FSE Basilicata;
- Programma FSE Calabria;
- Programma FSE Sicilia;
- Programma FSE Sardegna.
Successivamente è fondamentale analizzare il programma e i bandi disponibili, che definiscono obiettivi, target, interventi finanziabili, criteri di ammissibilità e modalità di rendicontazione. È consigliabile contattare l’Autorità di gestione o i punti di contatto nazionali disponibili alla pagina sopra indicata, per chiarire dubbi su requisiti e opportunità.
La progettazione deve rispettare le priorità FSE+, includendo obiettivi misurabili, indicatori, un partenariato solido ed un piano di sostenibilità.
La domanda va presentata tramite le piattaforme indicate negli specifici bandi e, se approvata, richiede un’attenta gestione amministrativa. Per iniziative transnazionali o di innovazione sociale si può inoltre partecipare ai bandi EaSI pubblicati sul portale Funding & Tenders.
