Fino a qualche anno fa poche aziende facevano ricorso allo smart working. Al giorno d’oggi, invece, il lavoro agile è diventato la regola in tutte quelle aziende e quei settori produttivi dove è possibile applicarlo. Lo smart working è una modalità di lavoro che si caratterizza per la flessibilità e l’autonomia, tuttavia presenta alcune problematiche e questioni di affrontare circa il suo svolgimento.
È richiesta una maggiore responsabilità e un’attenzione più verso i risultati che verso l’orario di lavoro.
Lo smart working riguarda principalmente l’organizzazione del lavoro e si basa su tre aspetti: il ruolo delle risorse umane, l’aspetto tecnologico e l’analisi dei risultati di lavoro.
Vediamo insieme quali sono le regole di organizzazione per lavorare in smart working.
Indice
Orario di lavoro in smart working
Tra i benefici dello smart working troviamo sicuramente la flessibilità e l’autonomia che caratterizza l’organizzazione del lavoro. Il lavoratore è libero, infatti, di organizzarsi con gli orari di lavoro e il luogo dove svolgere le proprie mansioni, a patto che porti a termine i compiti e raggiunga i risultati prefissati. È importante, tuttavia, che le ore di lavoro non superino quelle previste dal proprio CCNL di riferimento.
Il fatto che il dipendente svolga il lavoro da casa non lo rende automaticamente disponibile in tutti gli orari. Il lavoratore ha comunque diritto al riposo e a disconnettersi dal cellulare o dal computer.
Tutte le regole di smart working attinenti l’orario di lavoro vengono esplicitate dal contratto di lavoro o dall’accordo stipulato successivamente.
Controllo dei dipendenti in smart working
La modalità di controllo dei dipendenti in smart working viene puntualmente prevista dal contratto di assunzione o da un accordo scritto firmato in un momento successivo all’assunzione, se l’adozione del lavoro agile viene prevista dopo l’assunzione stessa.
Il controllo dei dipendenti in smart working è previsto dall’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.
Il lavoro agile non fa venir meno il potere disciplinare del datore di lavoro né tanto meno gli obblighi in materia di salute e sicurezza.
Nell’accordo stipulato tra datore di lavoro e il lavoratore circa lo svolgimento di smart working vengono elencate le regole da seguire in tema di orario e luogo di lavoro. Venir meno a queste regole permette al datore di lavoro di adottare provvedimenti disciplinari.
Lo stipendio di lavoro in smart working
Il lavoro in smart working è equiparato al lavoro svolto in azienda, pertanto la retribuzione non può essere inferiore a quella stabilita per le stesse mansioni e lo stesso orario che il dipendente svolgerebbe negli edifici aziendali.
I dipendenti in smart working possono fruire le ferie, i permessi e ricevere l’indennità in caso di malattia. I lavoratori in smart working godono degli stessi diritti dei dipendenti che lavorano nelle sedi aziendali, quindi hanno diritto ai permessi Legge 104, ai congedi per maternità e agli ammortizzatori sociali. Le regole di smart working non fanno venir meno tutti i diritti connessi all’attività lavorativa in azienda.
