Abbiamo già parlato degli stipendi medi che percepisce normalmente un militare in Italia, ma sai invece quanto guadagna un militare in missione?
Si tratta di una professione caratterizzata da un profondo senso del dovere ed una dedizione totale al servizio del proprio Paese, che implica l’obbligo di dover garantire disponibilità costante, accettare il rischio di correre pericoli ogni giorno, ed operare in ambienti spesso ostili e imprevedibili.
Partecipare a missioni all’estero senza dubbio assicura opportunità di crescita professionale e sostanziosi benefici economici, ma è una scelta dei singoli militari oppure è obbligatorio?
Vediamo di seguito tutto quello che c’è da sapere su come lavora e quanto guadagna un militare in missione.
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Indice
In che modo si partecipa alle missioni internazionali?
Prima di scoprire quanto guadagna effettivamente un militare in missione, partiamo dal principio.
Per diventare militari nel nostro Paese, è necessario superare i concorsi pubblici banditi ogni anno dal Ministero della Difesa per il reclutamento di volontari nelle Forze Armate. Ad esempio, il concorso 2025 per entrare come volontari nella Marina Militare e quelli per entrare come volontari nell’Esercito scadono il 30 luglio 2025.
Si partecipa a specifici concorsi pubblici anche per gli avanzamenti di grado, e i requisiti richiesti generalmente includono:
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- Fascia d’età, che solitamente è compresa tra i 18 e i 25 anni per i volontari, mentre il limite è più esteso per altri ruoli specifici;
- Titolo di studio, che è in genere la Terza media per i volontari, e il Diploma o la Laurea per i ruoli di grado superiore;
- Idoneità fisica e psichica all’arruolamento, che viene valutata attraverso specifiche prove mediche e attitudinali;
- Rispetto delle qualità di condotta, e di tutti i requisiti generali previsti per la partecipazione ai concorsi statali e dell’ambito sicurezza e difesa.
Una volta arruolati, i militari affrontano un periodo di formazione presso scuole e accademie, dove acquisiscono tutte le competenze necessarie per svolgere questa professione a tutti gli effetti.
L’accesso alle missioni internazionali avviene successivamente, in base alle esigenze operative delle Forze Armate e dei vari Comandi.
In particolare, la selezione per le missioni all’estero in genere non avviene tramite concorsi pubblici, ma tramite chiamata o concorsi interni, e tiene conto di:
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- Esperienza pregressa, ruolo e grado;
- Specializzazioni o specifiche capacità acquisite;
- Valutazione generale e individuale di servizio.
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Partecipare alle missioni è obbligatorio?
In linea generale, un militare in servizio può essere obbligato a partire per una missione se rientra nei compiti previsti dal suo incarico e se l’ordine arriva dalla sua catena di comando.
Nella pratica però, ci sono alcune variabili che possono rendere l’obbligo di partecipazione più “flessibile” a seconda della situazione personale e dell’unità di appartenenza.
Per il personale in servizio permanente, ad esempio, le missioni all’estero rientrano nei doveri di servizio. Se dovessero essere chiamati sono tenuti a partire, a meno che non possano dimostrare motivi validi di esenzione.
È bene chiarire che non tutti i militari vengono chiamati per partecipare alle missioni internazionali. Alcuni ruoli e reparti sono più coinvolti di altri, quindi ci sono militari che passano gran parte della carriera in missione, altri che partono per una o per poche missioni, mentre altri ancora che con tutta probabilità non saranno mai chiamati a partecipare.
I motivi di esenzione validi che permettono ad un militare assegnato alla missione di non partecipare sono generalmente legati a:
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- Problemi di salute certificati;
- Situazioni familiari particolari (ad esempio, genitore solo con figli a carico);
- Ragioni disciplinari o di sicurezza.
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Quanto guadagna un militare in missione?
Siamo quindi arrivati alla domanda clou: quanto guadagna un militare che viene mandato in missione?
Un militare in missione, oltre a continuare a percepire il suo stipendio base, ed avere vitto e alloggio, avrà diritto anche ad avere la cosiddetta “Diaria”, ovvero l’indennità di missione, che viene conteggiata per ogni giorno di partecipazione e può variare a seconda del Paese di destinazione e del livello di rischio associato.
A titolo di esempio, le cifre concesse con la diaria sono all’incirca le seguenti:
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- Libano: circa 130 euro al giorno;
- Afghanistan: circa 120 euro al giorno;
- Kosovo: circa 80 euro al giorno;
- Lettonia: tra 80 e 90 euro al giorno.
Oltre allo stipendio base e alla diaria, i militari in missione possono beneficiare anche di ulteriori vantaggi, come le agevolazioni fiscali, con riduzioni o esenzioni dalle imposte, il conteggio di contributi aggiuntivi a fini pensionistici e il diritto a coperture assicurative.
