È una figura professionale specializzata nell’organizzazione dei matrimoni, sempre più richiesta anche in Italia, soprattutto per eventi complessi, destination wedding e cerimonie con molti fornitori da coordinare, ma quanto guadagna un wedding planner?
Stabilirne i guadagni non è semplice, perché non esiste una tariffa nazionale ufficiale e il compenso può cambiare molto in base all’esperienza, alla reputazione, alla zona in cui lavora e al tipo di servizio offerto.
Per comprendere quanto guadagna un wedding planner è più corretto quindi parlare di fasce indicative, distinguendo tra lavoro dipendente, collaborazione con agenzie e attività autonoma.
Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Leggi anche: “Quanto guadagna una guida turistica?”
Indice
Cosa fa e quali mansioni comprende l’impiego
Il wedding planner non si occupa soltanto dell’aspetto estetico del matrimonio. Il suo compito principale è trasformare un evento complesso in un progetto organizzato, sostenibile e coerente con il budget degli sposi.
Può seguire la ricerca della location, la selezione dei fornitori, la definizione del calendario operativo, i sopralluoghi, la gestione degli appuntamenti, il controllo dei preventivi e il coordinamento del giorno delle nozze.
Nei matrimoni più strutturati il lavoro può includere anche ospitalità degli invitati, trasferimenti, sistemazioni alberghiere, piano B in caso di maltempo, gestione dei tempi della cerimonia e supervisione di catering, fotografi, musicisti, fioristi e allestitori.
È quindi una professione che richiede metodo, capacità relazionali, problem solving, sensibilità estetica e competenze commerciali. Il valore di un bravo wedding planner sta proprio nella capacità di tenere insieme dettagli creativi, organizzazione pratica e gestione degli imprevisti.
Come si diventa wedding planner
Per diventare wedding planner non esiste uno specifico titolo abilitante. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy inserisce questa attività nel quadro delle professioni non organizzate in ordini o collegi e ricorda che eventuali attestazioni associative non sono necessarie per esercitare.
Dal 31 ottobre 2024 esiste anche un quadro tecnico più preciso per il settore. Il primo riferimento è la UNI 11954, norma che definisce i requisiti del servizio di wedding planning e destination wedding planning, sia per matrimoni organizzati in Italia sia per eventi con dimensione internazionale. Il documento individua criteri e linee guida per assicurare un servizio strutturato e professionale in tutte le fasi, dalla pianificazione iniziale alla gestione operativa dell’evento.
A questa si affianca la UNI 11955, dedicata invece ai profili professionali di wedding planner e destination wedding planner. La norma definisce i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità richiesti a chi svolge questa attività, rappresentando un riferimento volontario utile per inquadrare competenze e standard professionali, come indicato anche dal MIMIT.
Il percorso può partire da corsi privati, esperienze nel settore eventi, turismo, comunicazione, hotellerie o organizzazione aziendale. La formazione è utile soprattutto per gli aspetti più concreti relativi all’impiego: costruzione del budget, contratti, gestione dei fornitori, timeline dell’evento, relazione con il cliente e promozione dell’attività.
Chi lavora in proprio deve inoltre occuparsi anche della parte imprenditoriale: partita IVA, preventivi, contratti, assicurazione, portfolio, sito web, presenza sui social e posizionamento sul mercato.
Ma veniamo ora al punto e scopriamo quanto guadagna un wedding planner.
Quanto guadagna un wedding planner?
Per chi lavora come dipendente o collaboratore, le stime disponibili sono limitate e vanno interpretate con prudenza. Le rilevazioni disponibili sui portali di lavoro indicano, per i profili dipendenti o inseriti in realtà organizzate, compensi medi generalmente compresi tra circa 1.100 e 1.500 euro al mese.
Nel lavoro autonomo, invece, il compenso dipende dal singolo evento. Una consulenza o un servizio parziale può partire da circa 1.500-2.000 euro, mentre l’organizzazione completa di un matrimonio si colloca spesso tra 2.000 e 5.000 euro. Per eventi di fascia alta, matrimoni su più giorni o destination wedding, il compenso può superare i 10.000 euro.
Alcuni professionisti applicano una tariffa fissa, mentre altri calcolano il compenso in percentuale sul budget complessivo del matrimonio. Nei servizi più completi, soprattutto quando il wedding planner segue l’intera organizzazione dell’evento, la percentuale può aggirarsi indicativamente intorno al 10%.
Il reddito annuo, però, non coincide con l’incasso lordo. Vanno considerati stagionalità, spese di promozione, trasferte, collaboratori, tasse e contributi.
Un professionista agli inizi può avere entrate discontinue e contenute; chi costruisce un buon brand, lavora in aree turistiche o intercetta una clientela medio-alta può arrivare indicativamente a 30.000-50.000 euro annui, con possibilità superiori per figure molto affermate.
Per dire quanto guadagna un wedding planner, dunque, bisogna considerare anche reputazione, rete di fornitori, tipo di clientela e capacità di trasformare ogni matrimonio in un progetto gestito con precisione professionale.
