La tutela dal rischio elettrico negli ambienti professionali è uno degli aspetti trattati nel Testo Unico della sicurezza sul lavoro. Una corretta gestione del rischio, in linea con le leggi in tema di sicurezza elettrica, permette di ridurre il grado di pericolosità, portando il rischio a un livello considerato accettabile, in conformità con la normativa vigente.
Tuttavia, nel quinquennio 2017-2021, l’INAIL segnala che, dei circa 5 mila infortuni denunciati in ambito professionale, due terzi si sono verificati in settori operanti nel comparto dell’energia elettrica. Questi numeri offrono una visione estremamente chiara del problema e devono spingerci a riflettere sull’importanza di incrementare i livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Per tutelare la salute dei collaboratori impegnati in attività a contatto con linee o impianti elettrici, è necessario puntare innanzitutto sulla prevenzione, investendo sulla formazione, sull’adozione di particolari protocolli di sicurezza e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione – DPI.
A fare ulteriore chiarezza sull’argomento è il blog di Lyreco INTERSAFE che, in un approfondimento destinato al settore professionale, spiega cosa si intende per rischio elettrico e come agire per far sì che gli operatori siano sempre protetti dagli infortuni.
Rischio elettrico: dalle conseguenze degli infortuni ai DPI
Con il termine di rischio elettrico ci si riferisce al pericolo derivante dal contatto diretto, dal contatto indiretto, da incendi di natura elettrica o dall’arco elettrico.
Tra i rischi principali figurano la folgorazione, che può causare effetti da moderati a gravi, come formicolii, ustioni, arresto cardiaco, e l’arco elettrico, una scarica di intensità elevata che può causare ustioni, danni agli organi interni, fratture e compromissione della mobilità.
Oltre ai mezzi di protezione collettiva, è necessario adoperare i dispositivi di protezione individuali: apparecchiature cruciali in ambito professionale, per la loro capacità di tutelare dal rischio infortuni.
Tipologie di DPI per proteggersi dal rischio elettrico
I primi DPI da indossare in presenza di rischio elettrico sono i guanti isolanti, che offrono una protezione diretta o secondaria rispettivamente se impiegati in lavori di contatto o se abbinati a strumenti isolanti, disponibili in sei categorie al variare della tensione cui potrebbero essere sottoposti. Sono disciplinati dalla norma EN 60903, che distingue tra guanti isolanti in abbinamento a sopra guanto di protezione meccanica e guanti isolanti “composite” con protezione meccanica inclusa.
Per proteggersi efficacemente dal rischio elettrico è possibile inoltre indossare maniche isolanti, dei dpi (EN 60984) che prevengono il contatto delle parti superiori del braccio con elementi ad alta tensione.
Naturalmente, nell’effettuare lavori che espongono a un rischio elettrico è altrettanto importante proteggere la testa con elmetti prodotti in ottemperanza della norma EN 50365, che schermano il corpo dalle correnti elettriche che potrebbero passare dalla testa.
Al fine di evitare le scariche elettriche trasmesse attraverso i piedi, è necessario disporre poi di calzature isolanti che soddisfino la norma EN 50321, la quale prevede 6 classi di protezione per lavorare fino a 36000 V in corrente alternata o 25000 V in corrente continua.
I DPI devono essere adeguati al tipo di attività svolta, oltre a tenere conto dell’ergonomia necessaria in ambito professionale; devono infine essere perfettamente integri, non essere scaduti e riportare il marchio CE, che ne attesta in maniera inequivocabile la conformità ai requisiti di sicurezza previsti dal Regolamento (UE) 2016/425.
