Il Ministero della Giustizia apre nel 2026 una delle più rilevanti operazioni di reclutamento della Pubblica amministrazione degli ultimi anni, con 3 nuovi maxi concorsi per la stabilizzazione del personale PNRR già in servizio, per un totale di 9.119 posti, di cui la gran parte a tempo indeterminato.
La selezione riguarda gli Addetti all’Ufficio per il processo, i Tecnici di amministrazione e gli Operatori di data entry, inquadrati rispettivamente nell’Area Funzionari e nell’Area Assistenti. Si tratta di una procedura interna, riservata a chi è stato già assunto a tempo determinato attraverso i precedenti concorsi RIPAM collegati al PNRR e risulta ancora in servizio al 30 giugno 2026.
Vediamo tutti i requisiti e come partecipare ai nuovi Maxi Concorsi del Ministero della Giustizia.
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Indice
3 Nuovi Maxi Concorsi, oltre 9 mila posti: ripartizione
La somma totale prevista per i 3 nuovi maxi concorsi del Ministero della Giustizia è pari a 9.119 assunzioni stabili complessive.
Di queste, il contingente più ampio riguarda gli Addetti all’Ufficio per il processo (AUPP), con 6.919 posti riservati alla stabilizzazione.
A questi si aggiungono 712 posti per i Tecnici di amministrazione e 1.488 posti per gli Operatori di data entry.
Per AUPP e Tecnici di amministrazione la distribuzione definitiva dei posti tra i singoli distretti sarà definita all’esito della rimodulazione delle piante organiche, mentre per gli Operatori di data entry il bando indica già un totale di 1.488 posti suddivisi per codice territoriale, compreso il distretto delle Amministrazioni centrali.
I bandi precisano inoltre che resta possibile lo scorrimento tra i distretti e, se in un distretto gli idonei non bastano, l’Amministrazione potrà utilizzare graduatorie capienti di altri territori. Per gli AUPP dei distretti di Trento e Bolzano è prevista invece una disciplina separata.
Requisiti: chi può partecipare alle selezioni?
I nuovi 3 maxi concorsi del Ministero della Giustizia non sono aperti a nuovi candidati esterni.
Possono partecipare solo i lavoratori già reclutati con i precedenti bandi PNRR del Ministero della Giustizia, ovvero:
- Gli AUPP assunti con i concorsi da 8.171 e 3.946 unità;
- I Tecnici di amministrazione provenienti dal bando da 1.660 posti dell’Area III;
- Gli Operatori di data entry provenienti dal bando da 3.750 unità complessive dell’Area II, di cui 3.000 proprio per data entry.
Per essere ammessi occorre, tra l’altro:
- Essere in servizio alla scadenza della domanda nel profilo interessato;
- Avere un contratto originario o prorogato fino al 30 giugno 2026;
- Non essere sospesi cautelarmente;
- Non aver riportato sanzioni disciplinari superiori al rimprovero scritto negli ultimi due anni;
- Non avere condanne che impediscano l’assunzione nella PA.
La stabilizzazione scatterà dal 1° luglio 2026, ma solo per chi avrà maturato almeno 12 mesi continuativi di servizio nel profilo ricoperto e risulterà ancora in servizio al 30 giugno 2026.
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Invio domanda, scadenza e prove: cosa sapere
La domanda per i nuovi 3 maxi concorsi del Ministero della Giustizia si può presentare solo online, accedendo alle pagine dedicate sul portale dei concorsi del Ministero.
Puoi fare domanda qui per il concorso AUPP 6.919 posti, mentre puoi accedere qui per presentare domanda per il concorso 712 posti per Tecnici di amministrazione. Infine, qui puoi accedere qui alla pagina dedicata al concorso per 1.488 Operatori di data entry.
Si richiede un indirizzo PEC personale intestato al candidato per partecipare alle selezioni.
Le candidature, per tutti e 3 i nuovi maxi concorsi, possono essere presentate entro e non oltre le ore 23:59 del 15 aprile 2026.
La selezione prevede, di regola, una prova scritta con 30 quesiti situazionali sulle competenze organizzative, trasversali e tecniche del profilo, valutata in trentesimi. Alla prova si aggiungono i punteggi per anzianità di servizio e titoli di studio.
Se però in un singolo profilo o distretto il numero delle domande dovesse essere pari o inferiore ai posti disponibili, il Ministero potrà formare la graduatoria solo sulla base di titoli e anzianità, senza prova scritta.
