Offrire un’auto aziendale ad uso promiscuo ai propri dipendenti rappresenta uno dei vantaggi economici più rilevanti che un’azienda può mettere a disposizione.
Tuttavia, spesso si fa confusione tra termini come “macchina ad uso promiscuo” e “fringe benefit”, senza comprenderne appieno il significato.
Di seguito chiariremo questi concetti e approfondiremo come funziona la concessione dell’auto aziendale ad uso promiscuo.
Leggi anche: “Fringe benefit: cosa sono e perché sono importanti”
Indice
Auto aziendale ad uso promiscuo: differenze coi Fringe Benefit
L’assegnazione di un’auto aziendale ad uso promiscuo rientra nella più ampia categoria dei fringe benefit, ovvero quei benefici non monetari che l’azienda può offrire ai suoi dipendenti come parte del pacchetto retributivo.
I fringe benefit possono includere vari tipi di agevolazioni, come i buoni pasto, l’uso di dispositivi elettronici aziendali o, appunto, la disponibilità di un veicolo.
Questi benefici vengono inclusi nella busta paga del dipendente, e vanno ad integrare la retribuzione base prevista dal contratto di lavoro. L’obiettivo principale è quello di consentire al lavoratore di accedere a beni o servizi a condizioni più favorevoli.
Quando si parla di auto aziendale ad uso promiscuo, ci si riferisce a veicoli concessi per un utilizzo sia lavorativo che personale, quindi rientranti nel reddito del dipendente e soggetti a tassazione, come previsto dall’art. 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
Chi può guidare un veicolo aziendale ad uso promiscuo?
Un aspetto importante legato all’uso promiscuo di una macchina aziendale riguarda chi possa effettivamente utilizzare il veicolo.
È comune pensare che, essendo destinata a un uso sia lavorativo che privato, l’auto possa essere utilizzata da chiunque il dipendente desideri, inclusi familiari. Tuttavia, la realtà è più complessa e dipende dalle clausole contrattuali stipulate tra azienda e lavoratore.
In alcuni casi, il contratto può limitare l’utilizzo del veicolo esclusivamente al dipendente. In altri, è possibile che l’azienda consenta anche ai familiari stretti, come coniuge o figli, di utilizzare l’auto.
Esistono inoltre situazioni meno frequenti in cui l’uso è esteso a persone esterne al nucleo familiare, ma queste circostanze sono generalmente soggette a restrizioni specifiche, come requisiti di età minima per motivi assicurativi.
Per sapere chi può guidare il veicolo, quindi, è essenziale consultare attentamente il contratto di assegnazione sottoscritto tra dipendente e azienda.
Leggi anche: “Gestione Risorse Umane: Strategie e Consigli per le Aziende”
Auto aziendale ad uso promiscuo: la normativa
La Legge di Bilancio 2020 ha modificato la precedente normativa riguardante l’utilizzo delle macchine aziendali ad uso promiscuo, e ha introdotto un sistema di tassazione differenziato a seconda delle emissioni prodotte dai veicoli aziendali.
In particolare, è a partire dal 1° luglio 2020 che l’uso dei veicoli aziendali è considerato parte della retribuzione del dipendente e, pertanto, soggetto a tassazione, come previsto attualmente – anche per il 2024 – dall’art. 51, comma 4, lett. a) del TUIR citato sopra.
Qui si dispone nello specifico che:
“per gli autoveicoli indicati nell’articolo 54, comma 1, lettere a), c) e m), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 […] con valori di emissione di anidride carbonica non superiori a grammi 60 per chilometro (g/km di CO2), concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020, si assume il 25 per cento dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze, che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d’imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente.”
La percentuale del 25% citata può essere elevata al:
-
- 30%, per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 60 g/km ma non a 160 g/km;
- 50%, se i valori di emissione dei veicoli sono superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km;
- 60%, se i valori di emissione di anidride carbonica sono superiori a 190 g/km.
Le Tabelle Nazionali 2024 dei costi chilometrici di esercizio dell’auto aziendale ad uso promiscuo, necessarie per calcolare il compenso in natura per i veicoli concessi ai dipendenti, sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale con il Comunicato del 22 dicembre 2023.
Le Tabelle Nazionali 2025 invece saranno pubblicate, come prevede la normativa, entro il 31 dicembre 2024.
