Il gondoliere di Venezia è una figura professionale regolamentata, la cui attività rientra nei servizi pubblici non di linea disciplinati dal Comune.
Richiede il possesso di requisiti specifici, formazione adeguata, capacità tecnica nella conduzione dell’imbarcazione e conoscenza approfondita del contesto urbano lagunare. Il lavoro di gondoliere è ancora oggi un mestiere molto selettivo e fortemente identitario per la città di Venezia.
La licenza è personale, non può essere gestita liberamente da terzi e il titolare è tenuto a svolgere direttamente il servizio, con costi fissi stabiliti dal Comune stesso. Il regolamento comunale fissa il numero massimo delle licenze possibili in 440 unità.
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Indice
Come funziona il lavoro del gondoliere
Il lavoro del gondoliere si svolge principalmente presso gli “stazi”, postazioni autorizzate collocate nei punti strategici di Venezia e dedicate all’imbarco dei passeggeri.
Dagli stazi partono i servizi in gondola, che richiedono non solo abilità nella voga, ma anche pieno controllo dell’imbarcazione in un ambiente complesso come quello della laguna. Il gondoliere deve saper gestire manovre, precedenze, traffico nei canali, variazioni di marea e condizioni di sicurezza a bordo, mantenendo al tempo stesso un rapporto corretto e professionale con i clienti.
È quindi un’attività che richiede obbligatoriamente competenza tecnica, esperienza pratica e conoscenza del territorio.
Il servizio ordinario, sebbene funzioni per licenze, prevede tariffe fisse ufficiali per tutti i gondolieri, pari a:
- 90 euro, per giro diurno di 30 minuti, dalle 9 alle 19;
- 110 euro, per giro serale o notturno di 35 minuti, dalle 19 alle 4.
La capienza massima è di 5 passeggeri per gondola.
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Come si diventa gondoliere a Venezia
L’attività di gondoliere a Venezia non può essere svolta liberamente senza il possesso di una specifica abilitazione.
Il primo passaggio è la frequenza del corso “Arte del Gondoliere”, a cui si accede con apposito Bando del Comune, pensato per formare candidati in grado di operare in sicurezza e con adeguata preparazione tecnica, culturale e professionale.
Per accedere sono richiesti requisiti precisi, tra cui maggiore età, assolvimento dell’obbligo scolastico, requisiti morali, idoneità fisica, attestato di nuoto e controlli sanitari.
La formazione comprende sia lezioni teoriche che attività pratiche. Oltre alla voga, il candidato studia:
- Sicurezza della navigazione;
- Regole del servizio;
- Toponomastica veneziana;
- Elementi di storia e storia dell’arte;
- Inglese turistico;
- Comportamento con il pubblico;
- Aspetti amministrativi legati alla professione.
Al termine del percorso è necessario superare una prova pratica di voga, indispensabile per ottenere il certificato professionale.
Il certificato non equivale alla licenza. Consente però di accedere all’esame per l’iscrizione alla specifica sezione gondola del Ruolo dei conducenti di natanti adibiti a servizi pubblici non di linea.
Si tratta di un registro ufficiale istituito dalla Città Metropolitana di Venezia presso la Camera di Commercio, necessario per poter condurre regolarmente una gondola nell’ambito del servizio pubblico non di linea.
Oltre ad essere iscritti al ruolo previsto per i conducenti del servizio di gondola, i candidati devono aver maturato esperienza come sostituto gondoliere per almeno sei mesi. Le licenze disponibili vengono poi assegnate dal Comune tramite concorso pubblico per titoli, quando si aprono nuovi posti.
I sostituti gondolieri sono persone abilitate che possono condurre la gondola al posto del titolare della licenza, quando la sostituzione è consentita. In pratica, il titolare della licenza resta il soggetto autorizzato dal Comune, ma in determinate situazioni può farsi sostituire da un altro conducente che abbia i requisiti richiesti.
Diventare prima sostituto gondoliere è indispensabile per ottenere poi la licenza vera e propria.
Quanto guadagna un gondoliere?
Nonostante le cifre per il giro in gondola siano fissate dal Comune di Venezia e siano identiche per ogni gondoliere, non tutti guadagnano le stesse cifre. La professione infatti non segue lo schema dello stipendio mensile tipico del lavoro dipendente.
Per i titolari di licenza occorre ragionare soprattutto in termini di volume d’affari lordo, che dipende in genere da queste variabili:
- Collocazione dello stazio;
- Intensità dei flussi turistici;
- Stagionalità;
- Condizioni meteorologiche;
- Numero di servizi effettuati;
- Presenza di corse serali o notturne;
- Modalità di prenotazione;
- Costi di gestione dell’attività.
Le tariffe ufficiali costituiscono senza dubbio il punto di partenza per comprendere bene i possibili guadagni: il giro ordinario diurno costa 90 euro per 30 minuti, mentre quello serale o notturno costa 110 euro per 35 minuti.
Tali cifre però non coincidono automaticamente con il guadagno del gondoliere. Rappresentano l’incasso lordo del servizio, dal quale devono poi essere sottratti imposte, contributi previdenziali, assicurazioni, manutenzione dell’imbarcazione, dotazioni obbligatorie, eventuali quote organizzative e gli altri costi connessi allo svolgimento dell’attività.
In termini generali, un titolare di licenza che lavora con continuità in uno stazio ad alta domanda può raggiungere ricavi lordi annui rilevanti, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.
Se un gondoliere effettuasse, ad esempio, tre corse diurne al giorno per 200 giornate lavorative, il fatturato lordo annuo sarebbe di circa 54.000 euro. Con cinque corse diurne al giorno, sempre per 200 giornate, si arriverebbe a circa 90.000 euro lordi. Nei periodi di maggiore domanda, soprattutto in alta stagione o con più servizi serali, i ricavi possono andare anche oltre queste cifre, mentre nei mesi meno turistici possono ridursi.
Il margine netto, però, varia sensibilmente da caso a caso e non può essere stimato con precisione senza conoscere giornate effettive di lavoro, numero di corse, struttura dei costi e regime fiscale applicato.
Diversa è infine la posizione dei sostituti gondolieri, che non dispongono della licenza e hanno condizioni economiche e continuità lavorativa differenti rispetto ai titolari.
