La Legge di Bilancio 2026 è nella fase finale dell’iter parlamentare: nella serata di ieri il Governo ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamento in Senato, che recepisce tutte le modifiche alla manovra. Oggi 23 dicembre l’Aula di Palazzo Madama è chiamata al voto finale, atteso nel primo pomeriggio.
Dopo l’approvazione, il testo passerà alla Camera per il via libera definitivo entro il 31 dicembre.
Nel perimetro delle misure che interessano direttamente imprese e PMI, il disegno di legge punta su un mix di incentivi agli investimenti, interventi fiscali mirati e strumenti di gestione del pregresso. L’obiettivo primario è sostenere produttività, transizione e liquidità dal 1° gennaio 2026, con alcune finestre operative che si estendono al 2027 in presenza di ordini e acconti già perfezionati.
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Investimenti, ZES e spinta alla produttività
Il fulcro della Manovra 2026 per il sostegno alla crescita delle imprese riguarda il rafforzamento degli incentivi agli investimenti in beni strumentali nuovi, attraverso una revisione del meccanismo della maggiorazione degli ammortamenti.
Si punta in particolare a ridurre il carico fiscale sugli investimenti produttivi, favorendo in particolare le PMI (piccole e medie imprese), che rappresentano la struttura portante del tessuto economico italiano.
La nuova impostazione introduce un sistema progressivo a scaglioni, che garantisce un vantaggio fiscale più elevato sugli investimenti di importo contenuto, ed una riduzione graduale del beneficio per quelli di dimensioni maggiori.
In base alla formulazione attuale, la maggiorazione del costo ammortizzabile spetterebbe per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
È prevista inoltre una proroga fino al 30 giugno 2027 per gli acquisti già programmati, a condizione che entro il 31 dicembre 2026 l’ordine sia stato accettato dal fornitore e sia stato versato un acconto minimo del 20%.
Nel dettaglio, la maggiorazione sarebbe pari al:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 140% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni;
- 120% tra 10 e 20 milioni.
Parallelamente, la legge aggiorna i criteri tecnici per individuare i beni agevolabili, rinviando a nuovi allegati che definiranno in modo puntuale le categorie ammesse.
Accanto a questi strumenti, la manovra conferma anche i crediti d’imposta dedicati alle imprese che operano nella ZES unica e nelle Zone Logistiche Semplificate, oltre ai finanziamenti a tasso agevolato per le PMI che investono in macchinari, impianti e attrezzature.
Un pacchetto di misure pensato per sostenere l’ammodernamento del sistema produttivo e migliorare la competitività delle imprese nel medio periodo.
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Fisco: cripto-attività, operazioni societarie e debiti
La Legge di Bilancio 2026 introduce anche diversi interventi fiscali con l’obiettivo di chiarire il quadro normativo, favorire la riorganizzazione delle imprese e agevolare la regolarizzazione delle posizioni debitorie.
Una prima novità riguarda le cripto-attività, in particolare i token di moneta elettronica ancorati all’euro. Per queste operazioni è previsto un regime fiscale più semplice e allineato agli strumenti finanziari tradizionali, con aliquota del 26%.
Viene inoltre stabilito che la conversione tra euro ed euro-token e il rimborso al valore nominale non generano plusvalenze imponibili, evitando così tassazioni su operazioni meramente tecniche e garantendo maggiore certezza agli operatori.
La Manovra 2026 riapre anche alla possibilità di assegnare o cedere beni ai soci a condizioni agevolate, misura pensata per semplificare la gestione del patrimonio aziendale.
Le società potranno trasferire immobili o beni mobili registrati entro il 30 settembre 2026, applicando un’imposta sostitutiva dell’8%, che sale al 10,5% per le società non operative. È prevista inoltre un’imposta del 13% sulle riserve in sospensione d’imposta, con una riduzione delle imposte indirette.
Una misura analoga riguarda le imprese individuali, che potranno estromettere beni strumentali dall’attività con un trattamento fiscale agevolato nel corso del 2026.
Infine, la Legge di Bilancio 2026 prevede una nuova rottamazione per i debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023. I contribuenti potranno regolarizzare le pendenze pagando solo imposte, contributi e spese, senza sanzioni e interessi.
La domanda dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2026, con possibilità di pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o tramite rateizzazione fino a 54 rate bimestrali.
