Il suo ruolo è tra i più elevati e prestigiosi della Chiesa Cattolica, ma sai quanto guadagna davvero un cardinale?
Oltre alle funzioni ecclesiastiche che sono generalmente chiamati a svolgere, i cardinali devono soddisfare anche specifiche responsabilità, sia a livello spirituale che amministrativo.
Vediamo di seguito cosa significa svolgere un lavoro come questo e quanto guadagna davvero un cardinale.
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Come Diventare Cardinale: il percorso da seguire
Prima di scoprire quanto guadagna un cardinale, vediamo meglio la formazione necessaria e le caratteristiche del ruolo.
Per diventare cardinale, il percorso inizia con l’ordinazione sacerdotale, che avviene dopo anni di formazione in seminario e il conseguimento di titoli accademici in teologia o diritto canonico.
Dopo l’ordinazione, il sacerdote (o prete) può essere assegnato ad una parrocchia, dove svolge il ministero pastorale, celebra la Messa, amministra i sacramenti e guida spiritualmente la comunità. Vedi qui quanto guadagna un prete e quanto guadagna una suora.
Con il tempo, i sacerdoti più meritevoli possono essere chiamati a ricoprire incarichi di maggiore responsabilità, come rettori di seminari, vicari generali o docenti in università pontificie.
La tappa successiva sarà la nomina a vescovo. I vescovi possono guidare una diocesi o ricevere incarichi nella Curia Romana, l’organo amministrativo della Santa Sede. Alcuni, particolarmente influenti e stimati, vengono poi promossi al rango di arcivescovi, spesso alla guida di diocesi di particolare rilevanza storica e pastorale.
Una volta concluso questo percorso, si diventa cardinali esclusivamente tramite nomina del Papa, che seleziona tra tutti coloro che si siano distinti per fede, saggezza e contributo alla Chiesa.
Quello descritto è il percorso di formazione solitamente previsto per diventare cardinali. C’è da dire però che non esiste un reale percorso automatico, in quanto il Pontefice potrebbe assegnare questo ruolo anche a favore di sacerdoti o vescovi che si siano distinti per il loro eccezionale impegno pastorale, la loro dedizione alla dottrina cattolica o contributi straordinari dati alla Chiesa, indipendentemente dal ruolo ricoperto.
I cardinali vengono ufficialmente nominati, o in gergo ecclesiastico “creati”, dal Papa nel Concistoro, una cerimonia solenne in cui ricevono la berretta rossa, simbolo della loro disponibilità a servire la Chiesa fino al sacrificio della propria vita, e un titolo cardinalizio legato ad una chiesa di Roma.
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Quanto guadagna un cardinale? Stipendi 2025
I cardinali svolgono un ruolo cruciale nel governo della Chiesa cattolica. Oltre a consigliare il Papa su questioni di fede e amministrazione, molti dirigono importanti dicasteri all’interno della Curia Romana, e contribuiscono quindi a prendere decisioni che si ripercuotono su milioni di fedeli in tutto il mondo.
Uno dei compiti più noti e importanti che sono chiamati a svolgere è la partecipazione al conclave, l’assemblea responsabile dell’elezione del nuovo Pontefice in caso di sede vacante.
Ma quanto guadagna allora un cardinale?
La questione dello stipendio dei cardinali ha subito variazioni negli ultimi anni, soprattutto a causa delle misure di austerità volute fortemente da Papa Francesco per affrontare le difficoltà finanziarie del Vaticano.
Fino al mese di marzo 2021, i cardinali della Curia Romana percepivano uno stipendio compreso tra 4.000 e 5.500 euro al mese. A partire da aprile 2021, il Papa ha invece disposto una riduzione dei loro stipendi pari al 10%, e i cardinali hanno iniziato a percepire quindi guadagni tra 3.600 euro e 4.950 euro mensili.
Successivamente, però, a ottobre dell’anno scorso, è stata annunciata un’ulteriore decurtazione di circa 500 euro mensili, con l’eliminazione, a partire dal 1° novembre 2024, di due indennità che percepivano, ovvero “Gratifica per la Segreteria” e “Indennità di Ufficio”.
Ciò significa che, ad oggi, nel 2025 i cardinali del Vaticano guadagnano generalmente tra i 3.100 e i 4.450 euro al mese, ma non è da escludersi che Papa Francesco possa prendere nuovi provvedimenti in merito, vista la necessità di garantire una gestione finanziaria a carico Stato che sia maggiormente sostenibile, con il deficit della Santa Sede che nel 2023 ha superato gli 83 milioni di euro.
