Il Dirigente scolastico, noto anche come “Preside”, è una figura dirigenziale pubblica dello Stato, che gode di uno stipendio commisurato alle elevate responsabilità organizzative, amministrative e gestionali che ricadono su chi guida un’istituzione scolastica autonoma.
Il preside non è “un docente con qualche incarico in più”, ma un vero e proprio manager pubblico con responsabilità organizzative e contabili, inserito in un sistema di valutazione e retribuzione che distingue quota fissa e quote variabili legate a complessità e performance.
Vediamo qual è davvero il ruolo del preside nelle scuole e a quanto ammonta lo stipendio medio nel 2026.
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Indice
Cosa fa davvero un Dirigente scolastico
Il Dirigente scolastico è colui che rappresenta legalmente l’istituzione, coordina persone e processi, firma atti amministrativi, gestisce budget e sicurezza, e risponde dei risultati del servizio.
La cornice normativa attribuisce al preside poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, oltre alla titolarità delle relazioni sindacali d’istituto.
In concreto questo significa: pianificazione didattica insieme agli organi collegiali, organizzazione del personale, gestione di procedure (iscrizioni, supplenze, acquisti), vigilanza su sicurezza e privacy, rapporti con famiglie, enti locali e Uffici scolastici, contenzioso e responsabilità amministrativa.
Come possiamo vedere, il ruolo di un preside nelle scuole italiane è piuttosto complesso e articolato, e richiede competenze manageriali, giuridiche e pedagogiche, che vanno ben oltre la didattica, oltre ad una forte capacità di leadership e di gestione delle relazioni umane.
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Come si diventa preside in Italia
Si diventa preside in Italia esclusivamente tramite il concorso nazionale per Dirigenti scolastici, che si tiene periodicamente su base ministeriale, con selezione rigorosa articolata in prove scritte e orali.
I requisiti ricorrenti nei bandi generalmente prevedono un titolo di laurea idoneo (magistrale/specialistica o equipollenti indicati dal bando) e almeno 5 anni di servizio nelle istituzioni scolastiche statali (in genere come docente/educatore di ruolo, con requisiti generali per l’impiego pubblico).
Dopo le prove concorsuali, il percorso comprende un lungo periodo di formazione e tirocinio, al termine del quale avviene poi l’assegnazione ad una scuola con incarico dirigenziale.
Stipendio medio di un Preside nel 2026
Lo stipendio di un preside non include una sola voce, ma è il risultato di più componenti.
La base è il trattamento fisso: il CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca 2019-2021, firmato il 7 agosto 2024, prevede uno stipendio tabellare annuo lordo su 13 mensilità pari a 47.015,73 euro, a cui si aggiunge una retribuzione di posizione – parte fissa – di 13.345,11 euro.
A queste somme si affianca poi la retribuzione di posizione (parte variabile), che dipende dalla complessità dell’istituzione scolastica affidata al dirigente (dimensioni, numero di plessi, contesto territoriale, criticità organizzative). Il CCNL definisce il perimetro complessivo della retribuzione di posizione.
Il minimo coincide con la parte fissa, mentre il tetto massimo complessivo è pari a 46.914,81 euro annui lordi su 13 mensilità.
Nel CCNL 2022/2024. sottoscritto il 23 dicembre 2025, la parte variabile è stata aggiornata con importi indicativi annui lordi suddivisi per fasce di complessità:
- 22.050 euro per la I fascia;
- 18.100 euro per la II fascia;
- 14.150 euro per la III fascia.
Questo significa che lo stipendio medio complessivo di un preside in Italia (considerando solo somme lorde annue e senza componenti personali) ammonta a:
- Solo con Fisso (tabellare + posizione fissa): 360,84 euro;
- Fisso + posizione variabile (fasce CCNI 2024/25): circa 74.510,84 – 82.410,84 euro lordi annui.
A queste cifre può aggiungersi però anche la retribuzione di risultato, legata alla valutazione delle performance e finanziata dal FUN (Fondo Unico Nazionale). Gli importi variano di anno in anno, ma il valore medio indicativo per l’anno 2024/25 è intorno a 5.743,24 euro lordi, con livelli che oscillano tra circa 4.867,73 e 6.084,66 euro.
Infine, può incidere anche la reggenza, cioè la direzione temporanea di una seconda scuola, che comporta per il preside un’ulteriore integrazione dello stipendio, calcolata in percentuale sulla retribuzione di posizione variabile.
