La Decontribuzione Sud riduce i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, al fine di sostenere l’occupazione nel Mezzogiorno.
Per il 2027, la disciplina introdotta dalla legge di Bilancio 2025 prevede già la prosecuzione dell’agevolazione: sgravio del 20%, fino a 125 euro mensili per lavoratore. Rispetto al 2026, quindi, non aumenta il beneficio, ma cambia la data di riferimento delle assunzioni.
Ecco quali sono le novità e tutto quello che c’è da sapere sulla Decontribuzione Sud.
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Indice
Decontribuzione Sud: quanto spetta, quali assunzioni
Per il 2027, la Decontribuzione Sud PMI riconosce una riduzione del 20% dei contributi previdenziali datoriali agevolabili, entro il limite di 125 euro al mese per dodici mensilità, per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2026.
Il risparmio massimo teorico raggiunge dunque 1.500 euro annui per dipendente, purché la contribuzione dovuta e la durata del rapporto consentano di utilizzare interamente il beneficio.
L’importo effettivo dello sgravio dipende dai contributi dovuti e non può superare 125 euro al mese per lavoratore: con 500 euro di contributi agevolabili, ad esempio, lo sgravio è di 100 euro; con 800 euro, si ferma a 125 euro. Restano esclusi i premi e i contributi INAIL.
La programmazione prosegue poi con massimali inferiori: 100 euro mensili nel 2028, mantenendo il 20%, e 75 euro nel 2029, quando la percentuale scenderà al 15%.
Imprese beneficiarie, territori ed esclusioni
La misura riguarda i datori di lavoro privati appartenenti alla categoria delle microimprese e delle piccole e medie imprese, secondo i criteri richiamati dalla normativa. I lavoratori devono essere occupati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia o Sardegna.
Sono esclusi dalla Decontribuzione Sud il settore agricolo, il lavoro domestico e i rapporti di apprendistato, oltre alle specifiche categorie di enti indicate dalla legge.
L’agevolazione interviene sul costo sostenuto dall’impresa: non costituisce un bonus versato direttamente al dipendente e lascia invariata l’aliquota utilizzata per il calcolo delle prestazioni pensionistiche.
La Decontribuzione Sud PMI ha sostituito la precedente agevolazione, applicabile fino al 31 dicembre 2024 ai contratti stipulati entro il 30 giugno 2024.
Per le imprese diverse dalle PMI, la legge prevede un esonero distinto, la cui efficacia è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. È inoltre richiesto un incremento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, rilevato al 31 dicembre di ogni anno rispetto all’anno precedente.
Requisiti e verifiche in vista del 2027
Per utilizzare lo sgravio concesso con la Decontribuzione Sud non è sufficiente avere dipendenti nei territori interessati. Sono richiesti regolarità contributiva, rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza, degli accordi e contratti collettivi applicabili e degli obblighi di assunzione delle persone con disabilità.
La misura per le PMI rientra inoltre nel regime europeo de minimis, e rende dunque necessario verificare gli altri aiuti ricevuti.
Bisogna prestare infine attenzione alla cumulabilità: la legge esclude l’abbinamento con gli esoneri degli articoli 21-24 del decreto Coesione (DL n. 60/2024), tra cui quelli per giovani, donne e ZES.
In vista del 2027, le imprese devono quindi controllare rapporti agevolabili, requisiti e compatibilità degli incentivi. Percentuale e massimale sono già stabiliti, mentre eventuali nuove condizioni o modalità applicative dovranno essere verificate nei successivi provvedimenti ufficiali.
