Lo stipendio di un agente di Polizia Penitenziaria è composto da diverse voci e può quindi variare in base alla qualifica, all’anzianità e alle caratteristiche del servizio svolto.
Alla componente stipendiale si aggiungono infatti indennità fisse, compensi per lavoro straordinario, turnazioni e specifiche attività operative.
Nel 2026, per il personale non dirigente, il principale riferimento economico resta il DPR n. 53 del 24 marzo 2025, relativo al triennio 2022-2024. È inoltre in corso la contrattazione per il rinnovo 2025-2027, destinata ad aggiornare ulteriormente il trattamento economico del personale appartenente al Corpo.
Vediamo di seguito qual è lo stipendio medio per un agente di Polizia Penitenziaria.
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Indice
Quanto guadagna un agente di Polizia Penitenziaria
Per la qualifica iniziale di un agente di Polizia Penitenziaria, le tabelle retributive ufficiali prevedono uno stipendio annuo lordo pari a 20.576,38 euro, calcolato su dodici mensilità.
La sola componente stipendiale corrisponde quindi a circa 1.714,70 euro lordi al mese. A questo importo si aggiunge l’indennità pensionabile, che per un agente ammonta a 608,39 euro lordi mensili.
Considerando queste due principali voci fisse, la retribuzione mensile lorda ordinaria raggiunge quindi circa 2.323 euro, prima delle trattenute fiscali e previdenziali e senza includere eventuali compensi accessori. Lo stipendio tabellare incide inoltre sulla determinazione della tredicesima mensilità.
Il netto effettivamente percepito varia invece in base alle ritenute previdenziali e fiscali, alle addizionali regionali e comunali, alla situazione personale del dipendente e alle ulteriori voci presenti nel cedolino.
Straordinari e indennità: come aumenta la retribuzione
Alla componente fissa dello stipendio possono aggiungersi ulteriori compensi legati alle modalità concrete di svolgimento del servizio: per un agente di Polizia Penitenziaria, il lavoro straordinario è retribuito con 12,03 euro lordi l’ora nei giorni feriali, 13,62 euro per le prestazioni notturne o festive e 15,71 euro per quelle notturne-festive.
A queste somme si affiancano specifiche indennità operative. Per il personale impiegato, sulla base di formali ordini di servizio, nei turni di vigilanza e osservazione nelle sezioni detentive, nelle traduzioni o nel piantonamento dei detenuti, l’indennità di specificità è pari a 4,20 euro per ciascun turno che rispetta i requisiti previsti.
Il cedolino può inoltre comprendere ulteriori compensi relativi a missioni, incarichi particolari, servizi specialistici e altre indennità riconosciute dalla normativa vigente.
Come cambia lo stipendio con carriera e anzianità
Lo stipendio della Polizia Penitenziaria aumenta con l’avanzamento di carriera e con il passaggio alle qualifiche superiori.
La retribuzione tabellare annua lorda passa dai 20.576,38 euro previsti per un agente ai 21.211,75 euro dell’agente scelto, fino ai 21.896 euro dell’assistente e ai 22.775,75 euro dell’assistente capo.
Nei ruoli successivi, la componente base raggiunge 23.753,25 euro per il sovrintendente, 25.610,50 euro per l’ispettore e 26.099,25 euro per l’ispettore capo, ai quali devono essere aggiunte le indennità e gli eventuali compensi accessori. Anche l’indennità pensionabile cresce progressivamente in relazione alla qualifica ricoperta.
Sul trattamento economico incide inoltre l’anzianità di servizio, che al ricorrere dei requisiti previsti può comportare il riconoscimento dell’assegno funzionale. Per questo motivo, la retribuzione di un appartenente al Corpo con una lunga esperienza può risultare sensibilmente superiore a quella percepita nelle fasi iniziali della carriera.
Le differenze retributive riflettono anche la natura delle mansioni svolte. La Polizia Penitenziaria assicura l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale, garantisce ordine e sicurezza negli istituti, partecipa alle attività di osservazione e trattamento dei detenuti e svolge servizi di traduzione e piantonamento.
La retribuzione complessiva di un agente dipende dunque effettivamente da qualifica, anzianità, responsabilità e caratteristiche effettive del servizio prestato.
