La nuova Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025), in vigore dal 1° gennaio, mette al centro il potere d’acquisto dei redditi da lavoro, intervenendo soprattutto su Irpef e tassazione di alcune voci retributive tipiche del lavoro dipendente.
L’obiettivo è rafforzare il reddito netto in busta paga, favorendo sia i lavoratori a reddito medio sia chi percepisce componenti variabili come premi, indennità e benefit, attraverso un sistema di agevolazioni fiscali mirate.
Vediamo di seguito tutte le principali misure stabilite con la nuova Legge di Bilancio relativamente al mondo del lavoro.
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Busta paga “più netta”: Irpef ridotta e imposta al 5%
La prima leva disposta dalla nuova Legge di Bilancio è fiscale: la manovra riduce l’aliquota del secondo scaglione Irpef dal 35% al 33%, riferita ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.
L’effetto atteso è un alleggerimento dell’imposta, che può tradursi in un beneficio annuo massimo nell’ordine di alcune centinaia di euro, con un meccanismo di “sterilizzazione” per i redditi molto elevati (oltre 200.000 euro) attraverso un aggiustamento sulle detrazioni per alcuni oneri.
Accanto all’Irpef, arriva poi una misura pensata per rendere più conveniente l’aumento retributivo legato ai rinnovi.
Nel 2026 gli incrementi di stipendio riconosciuti ai dipendenti del settore privato per effetto di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 potranno beneficiare di un’imposta sostitutiva al 5%, a condizione che il lavoratore abbia avuto nel 2025 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.
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Welfare aziendale: spazio alla detassazione
Ulteriori disposizioni previste dalla nuova Legge di Bilancio 2026 riguardano specifici componenti di retribuzione: premi, straordinari “qualificati” e benefit.
La manovra riduce ulteriormente la tassazione agevolata sui premi di produttività e sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili. Per le erogazioni del 2026 (e 2027) l’imposta sostitutiva scende all’1%, e aumenta anche la soglia massima agevolabile, che sale fino a 5.000 euro (rispetto ai 3.000 precedenti).
Si punta così principalmente ad incentivare la contrattazione di secondo livello e legare una parte della retribuzione ai risultati effettivi.
Per chi lavora su orari “disagiati”, la nuova Legge di Bilancio introduce per il 2026 una tassazione dedicata: imposta sostitutiva al 15% (entro 1.500 euro annui) per somme legate a lavoro notturno, festivo, nei riposi settimanali e turnazioni, applicabile ai dipendenti privati con reddito 2025 fino a 40.000 euro, salvo rinuncia scritta del lavoratore.
Inoltre, sale la soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici, che passa da 8 a 10 euro: un intervento semplice, ma con impatto immediato per chi li riceve in busta paga come welfare.
Con l’innalzamento a 10 euro della soglia esentasse per i buoni pasto elettronici, diventa ancora più strategico per le aziende scegliere provider affidabili. Soluzioni come quelle di Edenred, leader nel settore e inventore del ticket restaurant con la rete più capillare ed estesa d’Italia, garantiscono tracciabilità e conformità normativa, permettendo di massimizzare i vantaggi fiscali previsti dalla nuova Legge di Bilancio.
Viene infine prorogata al 2026 l’agevolazione sui dividendi derivanti da azioni attribuite ai dipendenti in sostituzione dei premi di risultato (con una quota che concorre solo parzialmente al reddito entro un limite).
Sul fronte occupazione, poi, la manovra prevede risorse per sostenere assunzioni stabili (con attenzione a giovani, donne e mamme lavoratrici), anche se l’operatività concreta passerà da decreti attuativi e dagli strumenti applicativi che verranno definiti solo successivamente.
