Nel 2026 i buoni pasto per i dipendenti di Poste Italiane saranno interessati da un doppio cambiamento: da un lato l’aumento del valore stabilito dal nuovo CCNL Poste 2024-2027, dall’altro l’adeguamento della normativa fiscale nazionale previsto dalla Legge di Bilancio 2026 per i buoni elettronici.
Il risultato è un benefit più consistente in busta paga e, nella maggior parte dei casi, integralmente esente da tasse e contributi.
Vediamo di seguito che cosa cambierà nel 2026 per i buoni pasto dei lavoratori dipendenti di Poste Italiane.
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Indice
Buoni pasto Poste Italiane: come funzionano oggi
Il contratto collettivo nazionale di lavoro di Poste Italiane per il personale non dirigente, rinnovato a luglio 2024 e valido fino al 31 dicembre 2027, ha previsto – tra le altre misure economiche – un incremento del valore dei buoni pasto giornalieri, come era stato ufficialmente annunciato.
In particolare, a partire dal 1° settembre 2025, gli importi dei ticket pasto attualmente ammontano a:
- 6,30 euro, per turni da 7 ore con pausa pranzo nella fascia 12-15;
- 4,80 euro, negli altri casi (part-time o orari diversi).
Tali valori si applicano ai lavoratori che, secondo il contratto e gli accordi di secondo livello, maturano il diritto al buono pasto in quanto privi di mensa aziendale e con orario che comprende la pausa pranzo.
Al contempo, bisogna tener conto delle norme che regolano i buoni pasto in Italia, ovvero l’art. 51 del TUIR e la Legge di Bilancio 2020, che definiscono la parte esente da tasse e contributi:
- Fino a 8 euro al giorno per i buoni elettronici;
- Fino a 4 euro al giorno per quelli cartacei.
Se il valore del ticket resta entro questi limiti, non viene tassato in busta paga e non genera costi contributivi aggiuntivi per l’azienda. Solo l’eventuale importo eccedente diventa imponibile.
Per i dipendenti di Poste Italiane, la normativa è particolarmente vantaggiosa perché l’azienda utilizza esclusivamente buoni pasto elettronici, oggi coperti dalla soglia esentasse degli 8 euro, che potrebbe salire a 10 euro nel 2026 se la Legge di Bilancio verrà approvata nella sua versione attuale.
I buoni sono erogati tramite sistemi digitali come Ticket Restaurant® elettronico e Postepay Lunch, con ricarica mensile. Il dipendente può controllare saldo e movimenti tramite l’app o il sito, e utilizzare i ticket nei locali convenzionati.
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Cosa cambia nel 2026: incremento importi e regole fiscali
Il 2026 è l’anno in cui scatta la seconda tranche di aumento dei ticket pasto prevista dal CCNL Poste 2024-2027.
Si dispone nello specifico che, a partire dal 1° settembre 2026, il valore del buono pasto salirà a:
- 6,70 euro al giorno, per chi lavora 7 ore con pausa tra le 12 e le 15;
- 5,20 euro al giorno, negli altri casi (altri orari o part-time).
Rispetto al 2025, quindi, il valore nominale dei buoni pasto di Poste Italiane crescerà di 0,40 euro al giorno.
Sul fronte fiscale, il DDL della Legge di Bilancio 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025 e attualmente all’esame del Parlamento, prevede anche l’innalzamento della soglia esentasse per i buoni pasto elettronici, da 8 a 10 euro al giorno, lasciando invece invariato il limite di 4 euro per quelli cartacei.
Ricordiamo però in questo caso che la Manovra 2026 è ancora in corso di approvazione, e quindi non ancora definitiva. Se la disposizione dovesse essere confermata senza modifiche, dal 2026 i buoni pasto elettronici fino a 10 euro resteranno interamente esenti dalle tasse.
Per i dipendenti di Poste Italiane, i valori previsti (6,70/5,20 euro) sono ampiamente dentro la soglia, quindi i buoni pasto continueranno a non generare imponibile in busta paga.
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Scadenze, utilizzo, regole e consigli utili
Un altro tassello normativo importante riguarda la scadenza dei buoni pasto.
La Legge per il mercato e la concorrenza 2023 (Legge n. 193/2024) – oltre ad aver esteso il tetto massimo del 5% per le commissioni applicate ad esercizi e negozi che emettono i buoni (prima solo per il settore pubblico, ora anche per quello privato) – ha stabilito inoltre che i buoni emessi entro il 1° settembre 2025 possono essere utilizzati solo fino al 31 dicembre 2025, dopodiché perdono validità.
I ticket emessi dal 1° settembre invece seguono le scadenze ordinarie fissate dall’emittente, che il lavoratore può verificare tramite l’app NoidiPoste.
Questo significa che dal 2026 i dipendenti di Poste Italiane si troveranno in portafoglio solo buoni pasto “nuovi”, con scadenze standard (tipicamente indicate sul portale del gestore del servizio).
Vedi qui l’elenco delle società abilitate all’emissione dei servizi sostitutivi di mensa (buoni pasto), aggiornato al 28 ottobre 2025.
È quindi fondamentale:
- Monitorare periodicamente saldo e data di scadenza dall’app o dal portale dei buoni pasto;
- Evitare accumuli eccessivi a fine anno;
- Segnalare per tempo eventuali anomalie (es. buoni non caricati).
Rimangono ferme le regole generali previste per l’utilizzo dei ticket: i buoni pasto sono un servizio sostitutivo di mensa, non sono cedibili né monetizzabili, non possono essere utilizzati per l’acquisto di beni non alimentari e, di norma, sono utilizzabili solo dal titolare nei giorni lavorativi.
Va specificato infine che i buoni pasto hanno un regime fiscale distinto rispetto ai fringe benefit: mentre per il triennio 2025-2027 la soglia di esenzione dei fringe benefit è fissata a 1.000 euro annui (2.000 euro per chi ha figli a carico), tali limiti non assorbono i buoni pasto, che continuano a seguire specifiche soglie giornaliere dedicate.
