Da qui a poche settimane si attendono novità rilevanti per il cosiddetto “Bonus Mamme” che interesseranno in modo significativo le donne lavoratrici italiane.
Il governo ha già manifestato l’intenzione di trasformare e ampliare le agevolazioni attualmente in vigore per armonizzarle con politiche di lungo termine, con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia.
Il “Bonus Mamme 2026” potrebbe infatti introdurre incentivi più generosi, detrazioni mirate ed una rimodulazione dell’esonero contributivo, seguendo le linee anticipate dal dibattito politico ed economico.
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Dal Bonus 2025 alla riforma 2026: cosa cambia
Nel 2025 è entrata in vigore una misura transitoria che ha sostituito temporaneamente la decontribuzione per alcune madri: il decreto-legge n. 95 del 30 giugno 2025 ha previsto un “Bonus Mamme” pari a 40 euro mensili (per un totale di 480 euro l’anno) da erogare in un’unica soluzione a dicembre, tramite l’INPS.
La misura si applica alle lavoratrici madri con almeno due figli, con reddito imponibile non superiore a 40.000 euro annui, sia dipendenti che autonome (escluse quelle in regime forfettario), fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.
Parallelamente, rimane attiva la decontribuzione “piena” prevista dalla Legge di Bilancio 2024 per le madri con tre o più figli, applicabile fino al 31 dicembre 2026, purché si tratti di lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato.
Questo strumento 2025 è stato concepito come ponte in attesa dell’attuazione delle disposizioni della Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 219 L. 207/2024), che hanno disposto un esonero contributivo parziale da applicarsi a partire dal 2026 per un’ampia platea di madri lavoratrici.
Secondo quanto si apprende, è allo studio un meccanismo che unisca l’esonero contributivo con detrazioni fiscali maggiori, modulabili in base al numero di figli. In altre parole, la trasformazione del “bonus” in un incentivo strutturato (non solo temporaneo) è al centro del dibattito.
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Le ipotesi per il Bonus Mamme 2026: interventi in discussione
Nel corso delle ultime settimane, in particolare, il Governo sta valutando alcune piste operative per il Bonus Mamme 2026 tra:
- Detrazioni su misura: l’idea vorrebbe introdurre una detrazione dedicata alle donne con figli, crescente con il numero dei figli (ad esempio, 2.500 euro per un figlio, fino a 7.500 euro per due figli o più);
- Mantenimento e rifinitura della decontribuzione: l’esonero contributivo parziale, previsto dalla legge per il 2026, potrebbe essere strutturato con soglie di reddito ben definite e benefici differenziati a seconda del tipo di contratto;
- Cumulabilità e compatibilità: nella nuova versione, il bonus o l’esonero non dovrebbero “piallare” altri benefici, né incidere sull’ISEE delle famiglie, per evitare che chi riceve l’aiuto veda ridotte altre prestazioni sociali.
Molte delle ipotesi restano in fase di studio. Non è escluso, secondo alcune valutazioni, che la misura definitiva presenti una riduzione graduale del beneficio con il crescere del reddito o con l’età dei figli.
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Cosa aspettarsi in attesa della Manovra 2026
Il Bonus Mamme 2026 sembra destinato a segnare una svolta rispetto al modello transitorio del 2025. Le lavoratrici potrebbero beneficiare non più di un semplice “una tantum” annuale, bensì di un intervento strutturato capace di inserirsi in modo stabile nella fiscalità e nella previdenza.
È probabile che il decreto attuativo che definisca modalità, importi e soglie sarà pubblicato nei mesi finali del 2025, in coincidenza o poco dopo l’approvazione della Manovra finanziaria 2026. Solo allora sarà possibile conoscere con certezza chi potrà accedere, con quali limiti, per quanto tempo e in che modalità.
