Ogni anno sono decine di migliaia gli italiani che si mettono alla ricerca di un lavoro: chi desidera uno stipendio più alto, chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’occupazione o chi è costretto a rimettersi in gioco dopo decenni di carriera nella stessa azienda.
Purtroppo, non mancano nemmeno i truffatori pronti a far leva sulle necessità dei potenziali candidati, con raggiri basati su offerte di lavoro allettanti ma del tutto inventate. L’aumento di questo tipo di truffe negli ultimi anni ha raggiunto picchi di oltre il +1.000%, a riprova di quanto sia radicato il problema.
Ecco perché bisogna sviluppare le competenze necessarie per riconoscere i potenziali segnali di pericolo, adottando misure preventive adeguate. Scopriamo di più a riguardo nei paragrafi qua sotto.
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Riconoscere i segnali di allarme più comuni
Le truffe nel settore del lavoro possono prendere tante forme diverse. Si possono però delineare i seguenti tratti comuni, da considerare come campanelli d’allarme:
1. Richieste di pagamenti anticipati: chi è davvero alla ricerca di una risorsa umana da inserire nel proprio organico non chiederebbe mai ai possibili candidati di pagare in anticipo per formazione, attrezzature o altro. Se un’offerta include una richiesta di denaro in anticipo, probabilmente si tratta di una truffa.
2. Descrizioni vaghe della mansione: i truffatori pubblicano spesso annunci con pochi dettagli sul lavoro da svolgere, promettendo stipendi elevati per compiti apparentemente semplici.
3. Offerte non richieste: nel caso in cui tu riceva una proposta lavorativa senza aver inviato una candidatura o senza aver fatto un colloquio, dovresti quantomeno essere sospettoso. Le aziende serie seguono procedure di selezione standard, orientate a principi di trasparenza ed equità.
4. Comunicazione non professionale: eventuali errori grammaticali, saluti troppo generici (ad esempio, “Gentile candidato”) e l’utilizzo di indirizzi email non ufficiali sono segnali allarmanti da non ignorare.
5. Inviti urgenti ad agire rapidamente: come avviene in molti altri attacchi basati sul phishing, spesso i truffatori creano un senso di urgenza per spingere le potenziali vittime a prendere decisioni affrettate. Le aziende serie danno tutto il tempo necessario per valutare le offerte in modo razionale e tranquillo.
6. Nessun rispetto delle norme italiane o riferimento legislativo in descrizione: le offerte di lavoro serie in Italia devono rispettare diverse normative specifiche, in primis il Codice Civile (Art. 2103), il Decreto Legislativo 198/2006 (non discriminazione) e il D.Lgs. 81/2015 (chiarezza contrattuale). Devono includere informazioni sull’azienda, retribuzione, descrizione dettagliata del ruolo e condizioni trasparenti. Gli annunci scam spesso ignorano queste regole, omettendo dettagli, proponendo guadagni vaghi o richiedendo azioni immediate (es. pagamenti anticipati). La Direttiva UE 970/2023 ha inoltre imposto vincoli ancora più stringenti sul fronte della trasparenza, obbligando a inserire info precise sulla RAL negli annunci.
Dati rilevanti sulle truffe in Italia
Nel 2024, in Italia si sono registrati 18.714 casi di truffe online, con un incremento del 15% rispetto ai 16.325 casi del 2023. Le somme sottratte complessivamente hanno superato i 180 milioni di euro, per un aumento del 32% rispetto ai 137 milioni dell’anno precedente.
Come è facile intuire, non mancano i tentativi offensivi che mettono nel mirino persone in cerca di impiego, anche nel settore tech. Ecco perché servono cautela e consapevolezza.
Consigli pratici per proteggersi
Ecco qualche consiglio utile per evitare di cadere vittima di truffe di phishing quando si cerca lavoro:
1. Verifica con attenzione la solidità delle aziende: prima di candidarti o rispondere a un’offerta, fai qualche controllo sull’azienda. Visita il sito ufficiale, controlla le recensioni su piattaforme come Glassdoor e dai un’occhiata al profilo su LinkedIn. I contatti presenti nell’offerta di lavoro dovrebbero essere precisi e verificabili sul sito aziendale.
2. Non condividere informazioni sensibili troppo presto: un datore di lavoro serio non chiederebbe mai dati personali, finanziari o altri documenti sensibili nelle prime fasi della selezione.
3. Usa piattaforme affidabili: siti come LinkedIn, Indeed e Adecco offrono un servizio di maggiore qualità ai propri utenti, effettuando controlli regolari sui contenuti che vengono pubblicati.
4. Contatta direttamente l’azienda: in caso di dubbi, prova a metterti direttamente in contatto con le HR dell’azienda che starebbe cercando personale, tramite i contatti ufficiali sul loro sito.
5. Fidati dell’istinto: se ti sembra che ci sia qualcosa che non va, prova a chiedere ad amici o professionisti di fiducia per farti consigliare in maniera “oggettiva”.
6. Segnalare qualsiasi attività sospetta: utilizza gli strumenti forniti dalle piattaforme online per segnalare annunci fake e tentativi di phishing.
Seguendo questi suggerimenti dovresti riuscire a continuare la tua ricerca di un nuovo impiego, riducendo al minimo i rischi di truffa.
