Svolgere un mestiere come quello del farmacista significa avere un ruolo cruciale nel sistema sanitario e nella società, perché significa saper fornire consulenza sui farmaci e garantirne sempre un uso sicuro ed efficace.
Come accade per ogni settore, esistono vantaggi e svantaggi legati a questa professione, e di seguito ne parleremo più approfonditamente.
Ma quanto guadagna un farmacista? Scopriamo di seguito che cosa significa fare il farmacista e quali sono le retribuzioni associate a questa professione.
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Indice
Lavoro da Farmacista: tipologia e formazione
Il lavoro da farmacista può offrire una lunga serie di grandi soddisfazioni col tempo, ma richiede anche tanta dedizione e spesso può risultare duro e complesso, a partire dalla lunga formazione richiesta per svolgere a tutti gli effetti questa professione.
Per diventare farmacista in Italia è necessario ottenere una laurea in Farmacia, con un percorso di studi universitari della durata di cinque anni.
Successivamente alla laurea si richiede lo svolgimento di un periodo di formazione pratica, ovvero di un tirocinio, che si può conseguire sia nelle farmacie comunitarie che presso strutture sanitarie. Solo una volta completata anche la formazione pratica, è possibile sostenere l’esame di stato per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di farmacista.
A quel punto, a seconda delle opportunità e soprattutto della zona, ci possono essere diversi sbocchi per lavorare in differenti ambiti, partendo da quello comunitario e finendo, ad esempio, con quello industriale.
Ogni tipologia di lavoro comporta responsabilità specifiche e richiede competenze differenti, per cui è possibile a seconda del ruolo che vengano richieste nuove qualifiche o specializzazioni da conseguire.
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Tipologie di farmacisti in Italia: retribuzioni
Andiamo quindi a vedere quali sono i differenti ambiti nei quali può lavorare un professionista di questo tipo, ma scopriamo soprattutto quanto guadagna un farmacista.
Le principali tipologie di farmacisti in Italia sono:
- Farmacista Comunitario: rappresenta la tipologia più comune di farmacisti, ovvero quelli che conosciamo più di frequente, in quanto lavorano nelle farmacie (in gran parte private) di paesi e città, dispensando farmaci alla popolazione;
- Farmacista Ospedaliero: molto meno conosciuto di quello comunitario, il farmacista ospedaliero è una figura cruciale per gli ospedali e le aziende sanitarie, perché si occupa della gestione dei farmaci da somministrare ai pazienti e dei dispositivi medici impiegati dal personale sanitario. Collabora a stretto contatto con tutte le figure dell’ospedale, ed è un punto di riferimento per quanto riguarda l’utilizzo appropriato dei farmaci, la preparazione delle dosi e la consulenza ai pazienti;
- Farmacista Industriale: è il professionista che lavora per le industrie farmaceutiche, ovvero quello che contribuisce allo sviluppo, alla produzione e al controllo di qualità dei farmaci;
- Farmacista “Regolatorio”: lavora nell’ambito dell’attività regolatoria, ovvero si occupa della definizione e applicazione di norme e regole nel settore farmaceutico, nonché dell’approvazione dei farmaci, garantendo che rispettino gli standard di sicurezza e qualità stabiliti dalle autorità sanitarie;
- Farmacista di ricerca: lavora nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci, conducendo e contribuendo a studi clinici e sperimentazioni.
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Quanto guadagna un farmacista?
Le retribuzioni annuali dei farmacisti possono essere molto differenti a seconda delle mansioni richieste, delle competenze, dell’esperienza, dell’ente per il quale lavorano e della zona in cui vivono.
I professionisti che lavorano per le farmacie comunitarie possono guadagnare in media tra i 20.000 euro e i 30.000 euro l’anno, mentre quelli che lavorano per gli enti sanitari o che si occupano di normative e ricerca, possono prendere generalmente di più, tra i 30.000 e i 40.000 euro l’anno, così come accade anche per i chimici farmaceutici che lavorano per le industrie.
Anche qui, però, tutto dipende dalla tipologia di lavoro da svolgere, dalla responsabilità, dalla qualifica e dall’esperienza del soggetto da assumere.
I farmacisti alla prima o alle prime esperienze, in genere sotto i 30 anni, sono quelli maggiormente sottopagati, dunque l’età e gli anni di professione già svolti rappresentano dei fattori che possono ridurre o aumentare lo stipendio notevolmente.
Devi considerare infine anche il luogo in cui ti trovi, chiaramente. Sappiamo bene che mediamente nel Nord Italia gli stipendi sono nettamente più elevati rispetto a quelli percepiti nelle regioni del Sud, ed è così anche nel settore farmaceutico.
Dunque, quanto guadagna un farmacista in Italia? Dipende da tantissimi fattori, ma sappi che con l’aumentare dell’età e dell’esperienza, e a seconda della zona, i salari medi annui possono differire tra loro anche in modo molto consistente.
