Lo stipendio delle badanti conviventi in Italia può variare in funzione di diversi fattori, ma il riferimento normativo principale resta il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL), aggiornato annualmente sulla base degli indici ISTAT, che stabilisce i minimi retributivi e le condizioni economiche del settore.
Sebbene infatti non esista una cifra ufficiale che sia valida per tutti i rapporti di lavoro (poiché la retribuzione può variare sia su base contrattuale che in ambito operativo), i minimi retributivi fissati a livello nazionale consentono di delineare un quadro realistico e verificabile dei guadagni nel settore dell’assistenza familiare convivente.
Vediamo quindi qual è in media lo stipendio percepito dalle badanti conviventi in Italia nel 2026.
Leggi anche: “Lavoro Assistenza Clienti da Casa: Come Funziona, Stipendio, Brand che Assumono”
Indice
Stipendio minimo 2026 per badanti conviventi
Le tabelle retributive del Ministero del Lavoro in vigore dal 1° gennaio 2026 distinguono chiaramente le badanti conviventi in base al livello di inquadramento:
- Livello BS, relativo all’assistenza a persone autosufficienti, che prevede un minimo mensile di 1.053,39 euro;
- Livello CS, che rappresenta il caso più diffuso (assistenza a persone non autosufficienti senza specifica formazione), e che stabilisce una retribuzione minima di 1.193,84 euro mensili;
- Livello DS, destinato a lavoratori con formazione specifica e impiegati nell’assistenza a persone non autosufficienti, che raggiunge un minimo di 1.474,73 euro mensili.
A questi importi, che sono i valori lordi contrattuali minimi, possono aggiungersi ulteriori componenti economiche.
Quali guadagni oltre il minimo tabellare?
Lo stipendio effettivo delle badanti conviventi non coincide necessariamente con il minimo tabellare stabilito per legge.
Bisogna considerare innanzitutto l’inquadramento corretto, che deve riflettere le reali condizioni della persona assistita. La non autosufficienza infatti comporta obbligatoriamente livelli retributivi più elevati. Anche la formazione professionale certificata può incidere significativamente sul passaggio a livelli superiori.
Un ulteriore variabile è rappresentata dalle ore di lavoro straordinario, che prevedono maggiorazioni stabilite dal contratto:
- +25% per lavoro diurno;
- +50% per lavoro notturno;
- +60% per lavoro festivo o domenicale.
Inoltre, il valore economico di vitto e alloggio, elemento tipico del lavoro convivente, è quantificato nel 2026 in 6,66 euro giornalieri quando non viene fruito direttamente.
Nel caso delle badanti conviventi, vitto e alloggio sono normalmente inclusi nel rapporto di lavoro e non vengono pagati a parte, in quanto forniti direttamente dal datore di lavoro.
A tutto ciò si aggiungono infine istituti contrattuali fondamentali, come la tredicesima mensilità, le ferie retribuite (26 giorni annui) e gli eventuali scatti di anzianità, che contribuiscono ad incrementare il reddito complessivo annuale.
Leggi anche: “Lavorare da casa confezionando oggetti: come funziona, guadagni, candidature”
Costo per chi assume e componenti indirette
Per comprendere appieno quanto costa realmente una badante convivente al datore di lavoro, bisogna considerare anche gli oneri a suo carico. Oltre alla retribuzione mensile e agli istituti aggiuntivi, sono dovuti i contributi previdenziali INPS, aggiornati periodicamente e calcolati in base alle ore lavorate e alla retribuzione.
Con la Circolare n. 9 del 3 febbraio 2026, l’INPS ha pubblicato gli importi dei contributi dovuti per l’anno 2026 per i lavoratori domestici.
Sono previste però in questo senso delle agevolazioni: i contributi versati possono essere dedotti fino a 1.549,37 euro annui, mentre per l’assistenza a persone non autosufficienti è riconosciuta una detrazione IRPEF del 19% su una spesa massima di 2.100 euro, entro specifici limiti di reddito.
Sono elementi che rendono il costo complessivo del lavoro domestico più sostenibile, pur garantendo tutele al lavoratore.
Le badanti conviventi lavorano sempre?
Dal punto di vista operativo, la prestazione lavorativa convivente prevede un massimo di 54 ore settimanali, distribuite fino a 10 ore giornaliere non consecutive. Questo significa che la badante, pur vivendo nella stessa abitazione dell’assistito, non è in servizio continuo ma alterna le ore di lavoro a pause e periodi di riposo previsti dal contratto.
Il fatto che la badante viva in casa infatti non significa che lavori sempre. Ci sono diritti precisi da rispettare, come ad esempio:
- Riposo giornaliero: almeno 11 ore consecutive (di norma, la notte se il lavoro è diurno, e di giorno se il lavoro è notturno);
- Pause durante il giorno: almeno 2 ore complessive;
- Riposo settimanale: almeno 36 ore (di solito domenica + mezza giornata).
Conclusioni: qual è il loro stipendio?
Lo stipendio medio delle badanti conviventi in Italia nel 2026 è tra 1.193 e 1.474 euro lordi mensili nei casi più diffusi di assistenza a persone non autosufficienti.
La base minima può scendere a circa 1.053 euro per assistenza a persone autosufficienti, mentre può salire oltre i valori contrattuali minimi in presenza di straordinari, formazione qualificata e condizioni di lavoro più complesse.
