Nel 2026 lo stipendio di un impiegato comunale (personale non dirigente di Comuni e altri enti del comparto Funzioni Locali) è composto da una quota fissa definita dal contratto nazionale e da una quota accessoria che cambia molto da ente a ente.
Per capire quanto si guadagna davvero bisogna quindi distinguere tra stipendio tabellare (uguale per tutti a parità di area/posizione) e voci variabili legate a mansioni, turni, obiettivi e contrattazione integrativa.
Vediamo di seguito qual è lo stipendio medio di un impiegato comunale in Italia nel 2026 tenendo conto di tutti i possibili fattori che possono influenzare i suoi guadagni.
Leggi anche: “Come lavorare in Comune”
Indice
Stipendio impiegato comunale per aree e posizioni
Nel 2026 lo stipendio tabellare è quello aggiornato con gli incrementi a regime (decorrenza 1° gennaio 2024) e con il conglobamento di una quota dell’indennità di comparto nello stipendio, con decorrenza al 1° gennaio 2026, secondo le condizioni previste dal CCNL 2022-2024, siglato a novembre 2025.
Per dare un’idea concreta (importi lordi, su 13 mensilità, senza accessorio), lo stipendio di un impiegato comunale risulta in media pari a:
- Operatori (ex cat. A): da 21.399,16 euro annui (A1) fino a 22.908,91 euro annui (A6), pari a circa 1.646-1.762 euro lordi/mese;
- Operatori esperti (ex cat. B): da 22.298,50 euro annui (B1) a 25.860,34 euro annui (B8), circa 1.715-1.989 euro lordi/mese;
- Istruttori (ex cat. C), spesso il profilo tipico “amministrativo” da sportello/uffici: da 25.066,98 euro annui (C1) a 28.600,95 euro annui (C6), circa 1.928-2.200 euro lordi/mese;
- Funzionari ed Elevate Qualificazioni (ex cat. D): da 27.206,95 euro annui (D1) a 37.149,62 euro annui (D7), circa 2.093-2.858 euro lordi/mese.
Cosa fa la differenza: accessorio, indennità e premi
La differenza tra lo stipendio “tabellare” e il guadagno finale di un impiegato comunale dipende soprattutto dalle voci accessorie, che variano per regolamenti interni e contrattazione integrativa.
In pratica incidono:
- Indennità legate al ruolo (es. specifiche responsabilità, condizioni di lavoro, turnazioni/reperibilità se previste, mansioni con particolari oneri);
- Straordinari (quando autorizzati e nei limiti organizzativi);
- Premi di performance/ produttività: possono pesare parecchio ma non sono garantiti in uguale misura ogni anno;
- Incarichi di Elevata Qualificazione (EQ): per chi li ricopre, la retribuzione di posizione è un pezzo importante e nel rinnovo contrattuale 2022-2024 è indicato un innalzamento dei massimali annui per questi incarichi.
Inoltre, dal 2024 gli enti hanno (a certe condizioni) la possibilità di integrare il salario accessorio con ulteriori risorse, elemento che può ampliare le differenze tra Comuni.
Tutti i fattori che influenzano lo stipendio
I guadagni cambiano soprattutto a seconda di queste variabili:
- Area di inquadramento e posizione;
- Progressioni economiche;
- Tipo di contratto: full time/part-time;
- Anzianità;
- Tipo di ufficio (front office, tecnico, tributi, servizi demografici, ecc.);
- Dimensione dell’ente;
- Capacità dell’ente di finanziare il fondo decentrato.
Contano inoltre la mobilità e la crescita interna: le progressioni tra aree restano un tema centrale e, nelle regole transitorie richiamate nel periodo, risultano prorogate fino al 31 dicembre 2026.
