È una figura che, oltre a gestire le spese comuni dell’edificio, si occupa di numerose attività in ambiti trasversali; ma come si fa a diventare amministratore di condominio oggi?
È necessario intanto possedere alcune competenze in diversi settori, dal diritto alla contabilità, fino alla gestione dei fornitori e alla mediazione dei conflitti, con responsabilità operative su sicurezza, manutenzioni, assemblee e adempimenti fiscali.
In Italia, gli edifici con più di 8 unità condominiali diverse sono obbligati a nominare un amministratore, mentre sotto le 8 unità la nomina è facoltativa.
I guadagni non seguono uno stipendio fisso nazionale, ma variano in base al numero di incarichi, alle unità immobiliari gestite e alla complessità degli immobili amministrati.
Vediamo come diventare amministratore di condominio in Italia nel 2026 e quali sono gli stipendi medi percepiti.
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Indice
Come diventare Amministratore di Condominio: requisiti
Per diventare amministratore di condominio occorre innanzitutto possedere i requisiti indicati dall’articolo 71-bis delle Disposizioni di attuazione del Codice civile, come:
- Godimento dei diritti civili;
- Assenza di determinate condanne penali;
- Assenza di misure di prevenzione definitive;
- Nessuna interdizione o inabilitazione;
- Nessuna annotazione nei protesti cambiari.
Se l’amministratore non è uno dei condomini, ma una persona esterna al condominio (che non ha svolto l’attività di amministratore nei 3 anni precedenti o l’ha svolta per meno di 1 anno), è obbligatorio inoltre:
- Titolo di studio minimo: Diploma di Scuola Superiore (Istruzione secondaria di secondo grado);
- Frequentare un corso di formazione iniziale e svolgere attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.
Per chi vuole farne una professione, però, il passaggio decisivo è il DM 140/2014: il corso iniziale deve durare almeno 72 ore, con una quota di esercitazioni pratiche, e va superato un esame finale; inoltre l’aggiornamento è obbligatorio ogni anno e non può essere inferiore a 15 ore.
Cosa fa oggi un amministratore di condominio?
Diventare amministratore di condominio non vuol dire limitarsi a convocare assemblee e ripartire le spese, ma occuparsi anche di diverse altre funzioni, come: tenuta della contabilità, conservazione della documentazione, gestione del rendiconto condominiale, gestione dei rapporti con l’anagrafe tributaria, tracciabilità dei movimenti sul conto del condominio e molto altro ancora.
Il rendiconto annuale dev’essere strutturato in modo verificabile e si compone di registro di contabilità, riepilogo finanziario e nota sintetica esplicativa; inoltre, l’assemblea per approvarlo va convocata entro 180 giorni. In concreto, quindi, oltre a titoli e requisiti, è preferibile oggi saper usare software gestionali, leggere contratti d’appalto, coordinare manutenzioni e affrontare controversie.
Stipendi medi: quanto si guadagna?
Dal punto di vista economico, bisogna distinguere tra amministratore dipendente e libero professionista che gestisce più condomini.
Nel primo caso, soprattutto all’inizio della carriera o all’interno di studi strutturati, i compensi risultano generalmente contenuti e possono collocarsi indicativamente tra 12.000 e 18.000 euro lordi annui, variabili in base all’esperienza, alla dimensione dello studio e all’area geografica.
Diverso è il discorso per chi esercita in autonomia. In Italia non esiste un tariffario obbligatorio: il compenso viene stabilito dall’assemblea condominiale e può variare sensibilmente. In questi casi, per elaborare uno stipendio spesso si utilizzano criteri basati sul numero di unità immobiliari gestite oppure sulla complessità dell’incarico.
Le fasce più diffuse si collocano mediamente tra 50 e 80 euro annui per unità immobiliare, con valori più elevati nei grandi centri urbani o in presenza di servizi aggiuntivi come portierato, impianti centralizzati, gestione di lavori straordinari o situazioni di contenzioso.
Di base, dunque, i guadagni possono crescere in modo significativo a seconda del numero delle unità immobiliari.
All’aumento dei ricavi corrispondono però anche maggiori costi di gestione: personale di supporto, software gestionali, assicurazioni professionali, formazione continua e adempimenti fiscali incidono in modo rilevante sul risultato netto.
In media, considerando sia i professionisti strutturati che le realtà più piccole, un amministratore di condominio in Italia nel 2026 può guadagnare tra 20.000 e 60.000 euro lordi annui, con possibilità di ottenere cifre superiori in caso di diversi condomìni ben gestiti.
