Con il DPCM del 2 luglio 2026 sono state autorizzate 3.742 nuove assunzioni a tempo indeterminato nelle Pubbliche Amministrazioni, in parte tramite concorsi, distribuite tra ministeri, agenzie fiscali, organi dello Stato, enti previdenziali, parchi nazionali e autorità di bacino.
Il provvedimento, pubblicato dal Dipartimento della Funzione pubblica e attualmente in attesa della registrazione della Corte dei conti, non costituisce ancora un bando aperto. Autorizza però le amministrazioni ad avviare le procedure indicate e procedere con gli ingressi programmati.
Ecco cosa stabilisce il DPCM riguardo alla ripartizione dei posti per gli Enti delle Pubbliche Amministrazioni e quando usciranno i nuovi concorsi.
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Indice
Posti autorizzati e modalità di assunzione
Il DPCM 2 luglio 2026 autorizza complessivamente 3.742 assunzioni a tempo indeterminato.
Di queste:
- 1.753 posti saranno coperti attraverso concorsi pubblici;
- 961 posti mediante lo scorrimento di graduatorie già vigenti;
- 928 posti tramite mobilità tra pubbliche amministrazioni;
- 60 posti con progressioni interne tra le aree;
- 28 posti attraverso i corsi-concorso della Scuola nazionale dell’amministrazione;
- 11 unità saranno reclutate con procedure specifiche, tra avviamento dai centri per l’impiego e selezione degli operatori;
- 1 posto riguarda la ricostituzione di un rapporto di lavoro.
Ai 3.742 posti non devono essere sommati i 50 funzionari del Ministero dell’Ambiente riportati nella tabella soltanto a titolo ricognitivo, perché autorizzati da un’altra norma.
Restano separati anche i nove concorsi che il Consiglio di Stato potrà bandire nel triennio 2026-2028 per un consigliere e otto referendari: si tratta, in questo caso, di un’autorizzazione a bandire e non di assunzioni già conteggiate nel totale del decreto.
Concorsi e pubbliche amministrazioni coinvolte
La quota più consistente spetta al Ministero dell’Interno, con 1.086 assunzioni: 759 posti saranno coperti con concorsi pubblici, di cui 25 per elevate professionalità, 378 per funzionari, 347 per assistenti e 9 per operatori. Altri 300 ingressi avverranno tramite mobilità, 25 attraverso progressioni interne e 2 mediante corso-concorso SNA.
L’Agenzia delle Entrate dispone invece di 1.022 posti, ripartiti tra 400 funzionari e 335 assistenti da selezionare con nuovi concorsi, 100 funzionari tramite scorrimento, 173 assistenti attraverso mobilità e 14 dirigenti mediante il corso-concorso SNA.
All’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono assegnate 449 unità: 181 funzionari con concorso, 197 posti mediante scorrimento, 67 tramite mobilità e quattro dirigenti attraverso corsi-concorso.
Il Ministero della Cultura potrà invece effettuare 482 assunzioni, delle quali 5 tramite concorso per dirigenti, 401 attraverso graduatorie, 71 mediante mobilità e 5 con la procedura prevista per gli operatori.
Il provvedimento autorizza inoltre 145 ingressi all’INPS, suddivisi tra 7 posti con concorso, 131 mediante mobilità, sei progressioni interne e un dirigente tramite SNA.
Il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità dispone di 144 posti, di cui 115 tramite scorrimento, 27 con mobilità e due attraverso corso-concorso.
Il Ministero degli Affari esteri assumerà invece 66 unità, quasi tutti destinati alla mobilità, mentre l’Avvocatura generale dello Stato 65 unità e il Ministero dell’Agricoltura ulteriori 65 unità.
Seguono il Consiglio di Stato con 63 assunzioni, il Ministero del Lavoro con 60, il Ministero dell’Ambiente con 40, l’Ufficio centrale degli Archivi notarili con 21, le due Autorità di bacino con 18 posti complessivi, il CNEL e l’Agenzia italiana per la gioventù con 4 unità ciascuno e 4 parchi nazionali con 2 assunzioni ciascuno.
Condizioni e requisiti fissati dal DPCM
Il DPCM stabilisce che le pubbliche amministrazioni potranno modificare profili, concorsi, modalità di reclutamento o utilizzo dei budget residui soltanto chiedendo una rimodulazione alla Funzione pubblica e al Ministero dell’Economia. In mancanza di indicazioni differenti, le autorizzazioni a bandire si intendono riferite al concorso unico.
Prima di avviare nuove selezioni o utilizzare graduatorie di altri enti dovranno inoltre essere assunti tutti i vincitori presenti nelle graduatorie interne ancora valide, salvo motivate e non temporanee esigenze organizzative.
I posti dovranno risultare vacanti sia alla pubblicazione del bando sia al momento dell’assunzione e dovranno essere rispettati i limiti di spesa. Le facoltà assunzionali relative al 2025 e al 2026 avranno validità triennale e non potranno essere prorogate.
Per i piani da almeno dieci ingressi resta inoltre il vincolo di destinare alla mobilità almeno il 15% delle facoltà assunzionali 2026. Il mancato avvio delle procedure comporterà una riduzione del 15% delle autorizzazioni dell’anno successivo.
Entro il 31 dicembre 2026, infine, ogni amministrazione dovrà comunicare il personale effettivamente assunto e la relativa spesa annua. I nuovi concorsi pertanto dovrebbero uscire a breve.
