Stiamo parlando di una delle carriere più selettive, complesse ed impegnative al mondo, ma quanto guadagna davvero un astronauta?
Gli astronauti sono professionisti altamente qualificati che operano in ambienti estremi, e che sono costretti ad affrontare sfide fisiche e mentali notevoli al fine di contribuire alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico dell’umanità.
Il lavoro infatti non si limita alle missioni nello spazio, ma comprende anni di addestramento tecnico e psicofisico intensivo, supporto a terra e attività di divulgazione scientifica. Nonostante l’elevatissimo livello di competenza richiesto, la retribuzione degli astronauti è spesso inferiore a quella di molte altre professioni.
Vediamo di seguito che tipo di lavoro svolge e quanto guadagna un astronauta nel 2025.
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Indice
Come si diventa astronauta: formazione e requisiti
Prima di sapere quanto guadagna un astronauta, è opportuno sapere il percorso di formazione richiesto per intraprendere questa professione.
Per candidarsi come astronauta è richiesto un titolo di studio avanzato (almeno laurea magistrale) in materie STEM, come ingegneria aerospaziale, fisica, chimica, matematica, medicina o biologia. La laurea triennale non è sufficiente.
Spesso viene richiesta inoltre un’esperienza professionale significativa nel proprio settore, pari ad almeno 3-5 anni, oltre al possesso di competenze specifiche, come il volo su jet militari (per i candidati piloti) o attività a carattere scientifico.
Nel caso della NASA, ad esempio, per essere scelti è preferibile che il candidato abbia già lavorato in contesti altamente strutturati, come le forze armate o laboratori spaziali.
Per l’europea ESA, invece, i candidati devono essere cittadini di uno degli Stati membri e avere una conoscenza fluente dell’inglese, oltre che della lingua russa per le missioni in collaborazione con Roscosmos.
A prescindere dall’agenzia spaziale, comunque, è obbligatorio risultare idonei nelle rigide visite mediche alle quali gli astronauti vengono sottoposti, che comprendono test comparabili a quelli dei piloti militari e includono esami cardiovascolari, neurologici, oculistici e test da sforzo.
Una volta selezionati, gli astronauti seguono un programma di addestramento basato a Colonia, Houston, Star City (Russia) o altri centri internazionali, che dura circa 2 anni. Solo successivamente possono essere assegnati ad una missione spaziale, dopo ulteriori 12-18 mesi di addestramento specifico alla missione.
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Quanto guadagna un astronauta? Retribuzioni NASA, ESA e privati
In merito a quanto guadagna un astronauta, è opportuno sottolineare che gli stipendi variano sensibilmente a seconda dell’agenzia spaziale di appartenenza, dell’esperienza e del tipo di missioni a cui si partecipa.
Nell’ESA un astronauta appena selezionato percepisce uno stipendio lordo mensile compreso tra 4.500 e 6.200 euro, inquadrato nei gradi AD6-AD8 del sistema retributivo europeo. Dopo aver completato la prima missione spaziale, può salire fino a 7.600 euro mensili lordi, mentre si può arrivare anche a 10.000 euro per gli astronauti con tanti anni di esperienza e più missioni alle spalle. Le cifre in ogni caso variano a seconda del Paese membro in cui ha sede il contratto.
Negli Stati Uniti, gli astronauti NASA sono dipendenti federali e inquadrati nei livelli GS-12 o GS-13. Lo stipendio base annuale in questo caso parte da circa 66.000 dollari per un GS-12 entry level, fino a oltre 160.000 dollari per i veterani GS-15.
A questi valori si aggiungono le indennità di missione, i benefits sanitari, le assicurazioni e i supporti per la famiglia. Non sono previste invece indennità extra per straordinari o giorni festivi, nemmeno nelle missioni che durano mesi, come le permanenze a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Per quanto riguarda il settore privato, aziende come SpaceX, Blue Origin e Axiom Space stanno iniziando a reclutare astronauti o specialisti per missioni commerciali e turistiche. Sebbene i dati ufficiali siano ancora molto scarsi, si stima che gli stipendi offerti possano superare le medie pubbliche, soprattutto per i professionisti che hanno già esperienza in ambito NASA/ESA.
Alcune fonti parlano di compensi che andranno tra i 100.000 dollari e i 200.000 dollari annui per figure senior coinvolte in missioni private, ma per ora si tratta solo di stime.
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Indennità, benefits e compensi aggiuntivi
Oltre allo stipendio base, esistono compensi accessori legati alla partecipazione alle missioni o ad attività specifiche.
Ad esempio, gli astronauti ricevono un’indennità giornaliera per le giornate passate in orbita, che per la NASA è pari a 5 dollari al giorno in missione, a copertura simbolica di “spese accessorie”. Gli astronauti ESA ricevono invece compensi forfettari per i lunghi viaggi o i trasferimenti intercontinentali.
I benefit comprendono inoltre assistenza sanitaria completa, programmi di supporto psicologico, pensioni garantite e assicurazioni per invalidità e morte durante il servizio. È previsto inoltre un riconoscimento economico post-missione sotto forma di premi una tantum o riconoscimenti istituzionali, soprattutto per coloro che ricoprono incarichi di comando.
Nonostante possano sembrare cifre piuttosto elevate, questi professionisti di inestimabile valore per la scienza e per l’intera umanità percepiscono stipendi ben lontani da quelli milionari previsti per altre professioni considerate ad alto rischio, come i top manager delle multinazionali, che possono superare i 10 milioni di euro l’anno, o i piloti collaudatori dell’industria aerospaziale privata, che in alcuni casi arrivano a guadagnare oltre 300.000 euro annui.
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A prescindere da quanto guadagna, però, la principale gratificazione di un astronauta risiede senza dubbio nella possibilità di lasciare un segno tangibile nel mondo, nel prestigio che ne deriva, e nell’opportunità di contribuire attivamente allo sviluppo tecnologico tramite la partecipazione diretta all’esplorazione dello spazio.
