Quando si parla di startupper sono tante le domande che è normale porsi: chi è davvero e cosa fa? Quali competenze sono necessarie per intraprendere questa carriera? E soprattutto, quanto guadagna chi fonda una startup?
In questo articolo cercheremo di rispondere a queste e altre domande, aiutandoti a comprendere meglio questa professione che sta conquistando sempre più attenzione.
Chi è
Lo startupper è colui che avvia e gestisce una start-up, ossia una nuova impresa che spesso si distingue per l’innovazione e la voglia di cambiare il mercato.
A differenza del tradizionale imprenditore, lo startupper si concentra in modo particolare sullo sviluppo di idee nuove e disruptive, spesso legate alla tecnologia, al digitale o ad altri settori innovativi.
Come puoi leggere in questo approfondimento sui vantaggi di una startup innovativa, è generalmente caratterizzata da una crescita rapida e da un modello di business scalabile, cioè che può crescere in maniera esponenziale in tempi relativamente brevi.
Cosa fa
Il lavoro di uno startupper è estremamente variegato e richiede grande spirito di iniziativa. Inizialmente, deve avere una visione chiara dell’idea che vuole sviluppare, identificando un bisogno del mercato e cercando una soluzione innovativa. Da qui inizia la parte più difficile: fare nascere e crescere una neonata azienda.
Lo startupper deve occuparsi di numerosi aspetti del business, come:
- Pianificazione e strategia: creazione del business plan, definizione degli obiettivi a breve e lungo termine, individuazione delle risorse necessarie;
- Gestione del team: è spesso il leader del team e deve quindi motivare e coordinare i collaboratori;
- Ricerca di finanziamenti: uno degli aspetti fondamentali riguarda la raccolta di fondi, che può avvenire tramite investitori privati, venture capital, crowdfunding o incentivi statali.
- Marketing e vendite: promuovere il prodotto o servizio, individuare il target di clienti, sviluppare una strategia di comunicazione efficace.
- Gestione operativa: supervisionare il flusso di lavoro, i costi e le attività quotidiane dell’impresa.
Lo startupper, quindi, è un “tuttofare”, soprattutto nelle fasi iniziali, e spesso deve assumere diversi ruoli, dal direttore marketing al responsabile delle vendite. Visto il grande impegno che occorre, se stai pensando di intraprendere questa carriera, può esserti utile leggere questo articolo su come conciliare vita e lavoro.
Competenze necessarie
Come si può intuire, essere uno startupper richiede un insieme di competenze tecniche, manageriali e psicologiche, quest’ultime conosciute anche come soft skills.
In particolare, tra le principali abilità richieste ci sono:
- Creatività e innovazione
- Leadership
- Conoscenza del mercato e delle tecnologie
- Competenze finanziarie
- Resilienza e tolleranza dello stress
Alcune di queste possono essere apprese durante i corsi di studi e formandosi continuamente, mentre altre sono più legate ai tratti personali di ciascun individuo.
Quanto si guadagna
Non esiste una risposta semplice a questa domanda, poiché il guadagno di uno startupper dipende da molti fattori: la fase in cui si trova il progetto, la sua crescita, il settore in cui opera e la capacità di attrarre investitori.
Nelle fasi iniziali, molti manager d’avvio non guadagnano stipendio o guadagnano cifre modeste, poiché i fondi vengono utilizzati per sviluppare l’idea e coprire i costi aziendali.
Se la start-up cresce e raggiunge una fase di consolidamento, gli utili possono aumentare, ma non prima di aver attratto investimenti significativi o aver raggiunto il break-even point.
Nei casi di successo, quando una nuova impresa viene acquistata da una grande azienda o raggiunge una quotazione in borsa, il guadagno può essere molto elevato. In questi casi, possono ricevere guadagni anche milionari, ma è importante sottolineare che questo successo non è garantito per tutti e che molti non raggiungono questi risultati.
