Il suo lavoro consiste nel prendersi cura dei cani altrui quando i proprietari non possono farlo personalmente, esattamente come accade coi bambini e i babysitter; ma quanto guadagna un dog sitter?
Le mansioni che svolge possono essere molto differenti a seconda delle esigenze dei cani e dei loro padroni, oltre che a seconda della disponibilità che intende offrire. Si può andare dalla semplice passeggiata al dover alimentare e somministrare eventuali farmaci all’animale, oppure pulire l’ambiente in cui vive e, talvolta, ospitarlo presso la propria abitazione.
È una professione che sta diventando sempre più rilevante e richiesta, soprattutto nelle aree urbane (ma non solo), dove gli impegni lavorativi e personali limitano fortemente il tempo che i proprietari possono dedicare ai loro animali domestici.
Vediamo di seguito come si intraprende questo lavoro e quanto guadagna un dog sitter.
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Come si intraprende la professione di Dog Sitter
Prima di concentrarci su quanto guadagna un dog sitter, vediamo prima le caratteristiche di questo lavoro e in che modo si può trasformare l’amore per i cani in una professione vera e propria.
Per diventare dog sitter non è richiesto un percorso formativo specifico o certificazioni obbligatorie, è essenziale però avere una forte passione per gli animali, e i cani in particolare, oltre che avere una generale conoscenza dei loro comportamenti e abitudini più comuni. Per maggiori informazioni sul mondo dei cani puoi consultare il sito www.dog.it
Molte persone che aspirano a fare questo lavoro scelgono di frequentare corsi specifici o di acquisire esperienza pratica attraverso il volontariato presso canili o rifugi, sebbene non sia un percorso obbligatorio. Acquisire esperienza però è fondamentale, perché non basta avere un cane in famiglia per essere in grado di gestire uno o più cani che invece non si conoscono, e che magari sono di razze completamente differenti tra loro.
È essenziale inoltre essere persone affidabili, pazienti e flessibili, con buone capacità comunicative sia con gli animali che con i loro proprietari.
Per avviare una reale attività, è fondamentale innanzitutto creare una rete di contatti, utilizzando piattaforme online dedicate al pet sitting o promuovendo i propri servizi attraverso i social media o il passaparola.
Se poi le entrate derivanti da questo lavoro dovessero superare determinati guadagni annuali (limite ancora a 5.000 euro per il 2025), diventerebbe necessario aprire una Partita IVA, nel rispetto di tutti gli obblighi normativi e fiscali che ne derivano.
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Quanto guadagna un dog sitter nel 2025?
Per rispondere su quanto guadagna un dog sitter nel 2025, bisogna considerare diverse caratteristiche variabili, come l’esperienza, l’area in cui si opera e la tipologia di servizi offerti.
Nello specifico, i fattori che più influenzano lo stipendio di un dog sitter e i guadagni medi sono:
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- Esperienza e competenze: un lavoratore alle prime armi percepirà senza dubbio una tariffa oraria inferiore rispetto a un professionista con anni di esperienza. Ad esempio, un dog sitter senza esperienza (meno di 3 anni) percepisce in media 6 euro all’ora, mentre un professionista con oltre 10 anni di esperienza può guadagnare fino a 25 euro all’ora;
- Area geografica: le tariffe variano significativamente a seconda della zona di operatività. Ad esempio, nelle grandi città come Milano, un dog sitter può arrivare a guadagnare fino a 18-20 mila euro all’anno, grazie all’elevata richiesta e alla disponibilità di clienti disposti a pagare tariffe più alte per servizi di qualità. In altre città o paesi invece, lo stipendio medio mensile può aggirarsi su circa 600-800 euro, con variazioni a seconda della località specifica;
- Tipologia di servizi offerti: lo stipendio dipende ovviamente anche dalla tipologia di lavoro che offre. Oltre alle passeggiate, ci sono servizi aggiuntivi come l’ospitalità del cane presso la propria abitazione, la somministrazione di farmaci o l’addestramento di base. Si tratta di extra che consentono certamente di guadagnare di più;
- Impegno e disponibilità: la flessibilità e la disponibilità tendono ad influire in maniera notevole sugli introiti. Chi è disponibile durante i fine settimana, le festività o le ore notturne può applicare tariffe maggiorate. Inoltre, anche la capacità di gestire più cani contemporaneamente o di offrire servizi personalizzati tende a far salire le entrate. Ad esempio, alcuni professionisti riescono a gestire gruppi di 12-15 cani durante le passeggiate, ottimizzando al massimo i potenziali guadagni.
Oltre al dog sitter, sono tante le attività legate al mondo del pet, su www.dog.it troverai una guida a tutte le professioni canine.
