Parliamo oggi di un professionista sanitario che si occupa di curare e riabilitare persone affette da patologie o disfunzioni motorie: ma quanto guadagna un fisioterapista?
Il lavoro del fisioterapista viene svolto attraverso l’utilizzo di tecniche manuali, di esercizi terapeutici e l’ausilio di apparecchiature specifiche, ed è fondamentale per permettere ai pazienti che ne hanno la necessità di recuperare e mantenere la funzionalità fisica e motoria.
Svolgere questa professione può essere molto gratificante, poiché permette concretamente di migliorare la qualità della vita delle persone, ma presenta anche numerose sfide, come la continua necessità di studiare e aggiornare le proprie tecniche oppure l’impegno nel dover gestire dei pazienti con problematiche complesse.
Vediamo di seguito quanto guadagna un fisioterapista.
Leggi anche: “Quanto guadagna un farmacista”
Indice
Fisioterapista: tipologia di lavoro e formazione
Per diventare fisioterapista in Italia, è necessario seguire un percorso di studi specifico.
Il primo passo è conseguire una laurea triennale in Fisioterapia, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia. Successivamente, è possibile specializzarsi ulteriormente con master di primo e secondo livello, corsi di perfezionamento, tirocini o altre modalità di formazione post-laurea.
Il lavoro del fisioterapista varia a seconda del contesto in cui opera. Ad esempio, può essere assunto negli ospedali, nelle cliniche private, nei centri di riabilitazione, negli ambulatori, nelle case di cura, oppure per la fornitura di servizi a domicilio.
Le mansioni principali che si trova a svolgere includono comunque:
-
- la valutazione funzionale del paziente;
- la pianificazione e l’esecuzione del trattamento riabilitativo;
- il monitoraggio dei progressi;
- l’adeguamento del programma terapeutico in base alle necessità del paziente.
Leggi anche: “Quanto guadagna un infermiere”
Quanto guadagna un fisioterapista: tipologie e retribuzioni
In Italia i fisioterapisti possono essere suddivisi in diverse categorie, a seconda del luogo di lavoro e della modalità di impiego.
In particolare, le maxi categorie che possiamo considerare principalmente sono tre:
-
- Fisioterapisti dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ovvero quelli che lavorano presso ospedali e strutture pubbliche;
- Fisioterapisti in strutture private, ovvero quelli assunti presso cliniche private, centri di riabilitazione e studi professionali;
- Fisioterapisti liberi professionisti, ovvero quelli che non sono assunti come dipendenti ma lavorano autonomamente, presso un proprio studio personale, oppure offrendo alla clientela servizi a domicilio, o anche collaborando periodicamente con varie strutture.
La retribuzione media per un fisioterapista del SSN varia tra i 1.500 e i 2.500 euro netti al mese, a seconda dell’anzianità di servizio, della posizione ricoperta e della regione.
Per quanto riguarda invece i fisioterapisti assunti presso strutture private, la loro retribuzione può essere in genere superiore rispetto a quella dei dipendenti pubblici, oscillando tra i 1.600 e i 3.000 euro al mese, ma in questo caso tutto dipende dalla reputazione, dalla tipologia di clientela e dai servizi offerti dalla singola struttura. Si pensi ad esempio al possibile guadagno di un fisioterapista assunto presso una società calcistica che milita in Serie A.
Per i fisioterapisti autonomi, infine, il guadagno è molto variabile a seconda delle tariffe che lui stesso decide di applicare. È chiaro che in questo caso si possono percepire cifre contenute (ad esempio sui 2.000 euro, se si tratta di un professionista ad inizio carriera e con pochi clienti) o anche arrivare a raggiungere cifre strabilianti rispetto a quanto percepiscono i fisioterapisti dipendenti, magari oltre i 10.000 euro, nel caso di fisioterapisti rinomati e con esperienze decennali.
Il professionista autonomo tuttavia avrà anche molte più spese rispetto al dipendente, che saranno legate chiaramente alla gestione autonoma della sua stessa attività.
Differenze tra gli stipendi medi dei fisioterapisti in Italia
Gli stipendi dei fisioterapisti in Italia possono variare notevolmente in base a diversi fattori.
Tra i principali ci sono ad esempio:
-
- Zona: nelle regioni del Nord Italia si tende ad offrire stipendi più alti rispetto alle regioni del Sud, spesso anche il 20/30% in più;
- Settore: come già detto, i fisioterapisti nel settore privato e i liberi professionisti guadagnano mediamente di più rispetto ai colleghi del SSN;
- Qualifica: si tratta di una professione per la quale la specializzazione e i titoli raggiunti influenzano significativamente la retribuzione. Un fisioterapista con diversi master, corsi e certificazioni alle spalle percepirà sicuramente di più rispetto ad un neolaureato;
- Esperienza e anzianità: l’anzianità di servizio e l’esperienza condotta sono senza dubbio i fattori più importanti che determinano la retribuzione. Un fisioterapista con 20 anni di esperienza avrà una retribuzione sicuramente maggiore rispetto ad uno con pochi anni di lavoro, fosse anche solo per gli scatti di anzianità previsti nei contratti collettivi nazionali.
In conclusione, fare il fisioterapista in Italia può essere una carriera remunerativa e gratificante, con possibilità di crescita professionale e personale. Tuttavia, è importante considerare le variabili che influenzano la retribuzione e scegliere il percorso più adatto alle proprie aspirazioni e condizioni lavorative.
