Una delle domande più frequenti tra chi ha appena terminato un contratto a tempo determinato o ha perso il lavoro è: se ho lavorato 3 mesi ho diritto alla disoccupazione?
La risposta è sì, se hai almeno 13 settimane di contributi e il contratto è finito involontariamente. Non importa se erano lavori stagionali o a termine, ciò che conta è la quantità di contributi e la natura della cessazione del rapporto.
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In questa Guida aggiornata al 2025 ti indicheremo tutto ciò che occorre sapere sulla disoccupazione NASpI.
Indice
Cos’è la disoccupazione NASpI?
La disoccupazione in Italia prende il nome di NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Si tratta di un’indennità mensile riconosciuta ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro in modo involontario, ovvero per licenziamento o per scadenza naturale del contratto. Lo scopo è fornire un sostegno economico temporaneo in attesa di un nuovo impiego.
La disoccupazione NASpI è gestita dall’INPS e ha dei requisiti ben precisi per poter essere richiesta.
La risposta alla domanda “se ho lavorato tre mesi ho diritto alla disoccupazione?”, dipende proprio dal rispetto di questi requisiti.
Se ho lavorato 3 mesi ho diritto alla disoccupazione?
Entriamo nel vivo della questione. Per accedere alla NASpI è necessario aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la perdita del lavoro. Questo significa che chi ha lavorato tre mesi (ovvero circa 13 settimane) può effettivamente avere diritto alla disoccupazione, a condizione che il rapporto sia cessato involontariamente.
Per esempio, se hai avuto un contratto a tempo determinato della durata di tre mesi, e questo è terminato alla scadenza naturale, puoi fare domanda per la NASpI.
Se invece ti sei dimesso volontariamente, salvo rare eccezioni (come le dimissioni per giusta causa), non avrai diritto all’indennità.
Quanto dura e quanto si riceve?
La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate nei quattro anni precedenti. Dunque, se hai lavorato per tre mesi, potrai percepire la disoccupazione per circa sei settimane, ovvero 1 mese e mezzo.
L’importo che riceverai dipende dalla media delle retribuzioni imponibili degli ultimi quattro anni.
In linea generale, se il tuo stipendio rientrava in una certa soglia (1.425,21 euro al mese nel 2025), l’indennità corrisponderà al 75% della retribuzione media. Se lo superava, si applicano calcoli più complessi, ma l’indennità resta comunque proporzionata al reddito dichiarato.
Puoi consultare tutti i dettagli aggiornati sul sito ufficiale INPS, nella sezione dedicata alla NASpI.
Come presentare la domanda NASpI
La domanda va presentata online all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. È possibile farlo attraverso il sito www.inps.it, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato o a un CAF abilitato.
La decorrenza del pagamento dipende da quando viene inoltrata la richiesta. Se presenti la domanda entro 8 giorni dalla fine del contratto, l’indennità parte dall’ottavo giorno. Se invece la presenti successivamente, il pagamento parte dal giorno in cui invii la domanda.
La presentazione della domanda equivale anche alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), che ti vincola a partecipare alle attività di reinserimento del Centro per l’Impiego, entro 15 giorni.
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E se ho più di un lavoro breve?
Spesso chi ha contratti molto brevi si chiede se può sommare le settimane lavorate in diversi rapporti. La domanda, quindi, diventa: se ho lavorato 3 mesi non continuativi ho diritto alla disoccupazione?
Anche in questo caso la risposta è sì. L’importante è che le settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti siano almeno 13. Non è necessario che i tre mesi siano continuativi o con lo stesso datore di lavoro.
Ciò che conta è la contribuzione effettiva e che il lavoro sia stato dipendente (sono esclusi i lavoratori autonomi, i collaboratori occasionali e chi ha partita IVA).
