Lavorare a New York significa poter avere numerose opportunità professionali in settori molto diversi, ma per chi parte dall’Italia il primo elemento da valutare è l’autorizzazione a lavorare negli Stati Uniti.
Non esiste infatti un visto generico che permetta di trasferirsi a New York e cercare liberamente un impiego. Ad oggi le possibilità dipendono dal profilo professionale, dal tipo di azienda e, in molti casi, dalla disponibilità del datore di lavoro a sostenere la procedura necessaria.
Anche sul fronte retributivo le differenze sono notevoli: secondo gli ultimi dati ufficiali del Bureau of Labor Statistics, nell’area metropolitana di New York la paga media supera nettamente quella nazionale.
Ecco tutto quello che devi sapere se sei interessato a lavorare a New York.
Indice
Lavorare a New York: quale visto a seconda dei casi
Per essere assunti a lavorare a New York regolarmente, occorre innanzitutto possedere uno status che autorizzi il lavoro.
ESTA (autorizzazione elettronica obbligatoria per chi viaggia senza visto) e visto B-1 o B-2 non consentono di accettare un normale impiego negli Stati Uniti: possono essere utilizzati, nei casi previsti, per turismo o determinate attività di affari come incontri, conferenze e trattative, ma non per svolgere lavoro dipendente.
Tra i visti maggiormente utilizzati per lavorare temporaneamente negli Stati Uniti c’è invece l’H-1B, destinato alle cosiddette “specialty occupations”, cioè professioni che richiedono conoscenze altamente specialistiche.
La procedura parte normalmente dal datore di lavoro. Nel 2026 esiste però una condizione particolarmente rilevante: al 21 agosto è ancora in vigore la proclamazione presidenziale che limita l’ingresso con H-1B basato su nuove petition presentate dopo il 21 settembre 2025, prevedendo un pagamento di 100.000 dollari, salvo le eccezioni stabilite dal Department of Homeland Security.
La misura è prevista fino al 21 settembre 2026, se non prorogata.
Altre strade possono essere più adatte a specifici profili. Ad esempio:
- Il visto L-1 riguarda i trasferimenti all’interno dello stesso gruppo societario e richiede, tra le altre condizioni, di aver lavorato per l’organizzazione collegata all’estero per almeno un anno nei tre precedenti;
- L’O-1 è riservato a persone con capacità o risultati straordinari;
- Il J-1, invece, può essere utilizzato per programmi regolamentati di internship o training e non deve essere confuso con un normale contratto di lavoro.
Per i cittadini italiani esistono inoltre le categorie E-1 ed E-2, grazie al trattato tra Italia e Stati Uniti, utilizzabili in presenza degli specifici requisiti legati ad attività commerciali o investimenti e, in alcuni casi, dai dipendenti qualificati dell’impresa interessata.
Quanto si guadagna a New York?
A partire dal 1° gennaio 2026, il salario minimo generale a New York City è di 17 dollari l’ora. Per alcune categorie, soprattutto nel settore dell’ospitalità con lavoratori che ricevono mance, valgono meccanismi specifici previsti dalla normativa statale.
Per avere un quadro più realistico degli stipendi, gli ultimi dati disponibili del Bureau of Labor Statistics, riferiti a maggio 2025 e pubblicati nel 2026, indicano per l’area metropolitana New York-Newark-Jersey City una retribuzione media di 41,50 dollari l’ora, contro 33,54 dollari a livello nazionale.
Le differenze tra professioni sono però molto ampie: la media raggiunge 67,04 dollari l’ora nelle professioni informatiche e matematiche, 57,35 dollari in ambito business e finanziario, 62,24 dollari per le professioni sanitarie qualificate e 87,83 dollari nell’area legale.
Per il supporto amministrativo la media è invece di 28,72 dollari, mentre nella preparazione e somministrazione di alimenti scende a 22,22 dollari. I dati riguardano l’intera area metropolitana e non esclusivamente i cinque borough di New York City.
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Aziende che assumono a New York
Le opportunità per lavorare a New York non si concentrano soltanto a Wall Street. Ad oggi i portali ufficiali mostrano posizioni aperte in finanza, tecnologia, vendite, marketing, sanità, ricerca e servizi professionali.
Amazon pubblica vacancy a New York per figure che spaziano da product marketing e business development fino a data science, software engineering e ricerca applicata.
Google presenta opportunità locali in software, intelligenza artificiale, cloud, vendite e account management, mentre Citi mantiene numerose selezioni nell’area newyorkese per banking, mercati, tecnologia, risk e altre funzioni aziendali.
Anche la sanità costituisce un importante bacino occupazionale: NewYork-Presbyterian pubblica posizioni per infermieri, tecnici, professionisti di laboratorio, figure IT e personale amministrativo.
JPMorganChase ricerca profili, infine, nelle aree investment banking, wealth management, corporate functions e tecnologia e dispone anche di programmi specifici per studenti e neolaureati.
Trovare una vacancy compatibile con il proprio curriculum però non significa automaticamente ottenere la sponsorship necessaria per lavorare a New York. Prima di candidarsi è fondamentale controllare attentamente l’annuncio e verificare se l’azienda accetta candidati che necessitano di autorizzazione o sponsorizzazione per lavorare negli Stati Uniti.
