Con la firma del decreto attuativo in data 5 agosto 2025, Resto al Sud 2.0 diventa ufficialmente operativo. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’apertura dello sportello.
Resto al Sud 2.0 non sostituisce la misura Resto al Sud, che rimane attiva a tutti gli effetti. Per chi ne ha diritto però, c’è oggi la possibilità di ottenere maggiori agevolazioni con la nuova misura 2.0.
Ecco tutto quello che c’è da sapere e come fare domanda.
Indice
Resto al Sud 2.0: cos’è, chi può beneficiarne
Introdotta dall’art. 18 del DL n. 60/2024, cosiddetto “Decreto Coesione”, la nuova misura Resto al Sud 2.0 punta a facilitare l’avvio di nuove imprese e attività professionali attraverso voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro e contributi potenziati fino al 75%, senza più la necessità di ricorrere a finanziamenti bancari.
L’agevolazione è destinata esclusivamente ai giovani fino a 35 anni, con un focus su disoccupati e persone non occupate, in particolare coloro iscritti al Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori).
Per partecipare è necessario:
- Avere massimo 35 anni alla data di presentazione della domanda;
- Essere disoccupati o non occupati al momento della richiesta;
- Risultare iscritti al Programma GOL, promosso dai centri per l’impiego;
- Essere residenti (o trasferire la residenza) in una delle regioni interessate, ovvero: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.
Chi non possiede questi requisiti, può comunque beneficiare della versione ordinaria di Resto al Sud, richiedibile fino all’età di 55 anni.
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Cosa si può fare e con quali forme giuridiche
Resto al Sud 2.0 nello specifico supporta la nascita di:
- Imprese individuali (con apertura di Partita IVA);
- Attività libero-professionali, anche ordinistiche;
- Società collettive (Snc, Srl, Sas, cooperative, STP), con obbligo che la gestione sia affidata ai beneficiari.
Sono ammesse attività nuove e non ancora avviate nei settori dell’artigianato, turismo, commercio, servizi, produzione, professioni e tecnologie.
Agevolazioni previste: solo fondo perduto, niente banche
Una delle principali novità del Resto al Sud 2.0 è che non è richiesto un cofinanziamento bancario, come accade nella versione ordinaria dell’incentivo.
L’intera agevolazione è composta esclusivamente da contributi a fondo perduto, articolati in due componenti:
- Voucher di avvio:
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- Fino a 40.000 euro per l’acquisto di beni e servizi ordinari (es. attrezzature, arredi, spese di avviamento);
- Fino a 50.000 euro per beni e servizi innovativi, tecnologici o sostenibili;
- Contributo per investimenti:
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- Fino a 120.000 euro: 75% a fondo perduto;
- Da 120.001 a 200.000 euro: 70% a fondo perduto.
Rispetto alla misura classica, dove il fondo perduto si ferma al 50%, la versione 2.0 è molto più vantaggiosa per i giovani imprenditori e professionisti che intendono investire nel Sud.
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Resto al Sud 2.0: quando e come fare domanda
Con la firma del decreto attuativo il 5 agosto 2025, la misura è diventata ufficiale.
Affinché diventi anche operativa, però, si attende ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’apertura dello sportello da parte di Invitalia.
Cosa succede ora:
- Il decreto verrà pubblicato nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale;
- Dopo la pubblicazione, Invitalia (soggetto gestore della misura) renderà note le istruzioni operative;
- Infine, sarà aperta la piattaforma per l’invio delle domande, presumibilmente entro massimo settembre 2025.
Nel frattempo, rimane attivo il Resto al Sud classico, che consente l’accesso a chi ha fino a 55 anni, ma con condizioni meno favorevoli rispetto a Resto al Sud 2.0.
