Provvedere al corso di sicurezza per i lavoratori e ai successivi corsi di aggiornamenti è un obbligo per tutti i datori di lavoro in ogni ambito, con specifiche differenze a seconda del livello di rischio e delle mansioni di ogni dipendente.
In Italia, la normativa di riferimento è il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, che è stato aggiornato di recente con le nuove modifiche entrate in vigore a partire dal 12 gennaio 2025 al fine di recepire le ultime direttive europee e nazionali.
Vediamo di seguito quando è obbligatorio il corso di sicurezza per i lavoratori, quale tipo di formazione è necessario seguire, con anche durata e validità previste per il 2025.
Leggi anche: “Sicurezza sui luoghi di lavoro: perché formarsi con l’e-learning”
Indice
Corso di Sicurezza per Lavoratori: quando è obbligatorio?
Come abbiamo accennato, ogni datore di lavoro è tenuto alla predisposizione del corso di formazione sulla sicurezza per tutti i lavoratori dei quali è responsabile.
A stabilirlo è, appunto, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.lgs. n. 81/2008) che, insieme all’Accordo Stato-Regioni del 2011, disciplina gli obblighi normativi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’art. 37 del decreto, in particolare, dispone che i datori di lavoro debbano garantire che ogni lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in ambito salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con specifico riferimento a:
-
- concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
- rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.
Leggi anche: “Sicurezza sul luogo di lavoro: soluzioni efficaci per ottimizzarla”
Durata Corsi in base ai livelli di rischio: cosa prevede l’Accordo SR?
L’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2001 regolamenta in particolare le caratteristiche specifiche relative allo svolgimento del corso di formazione sulla sicurezza per i lavoratori.
Qui si prevede che i corsi debbano essere organizzati sulla base dei livelli di rischio associati alle attività e alle mansioni svolte. Vengono individuati tre livelli di rischio, a seconda dei quali è necessario predisporre un ammontare di ore minime dei corsi.
Nello specifico:
-
- Basso Rischio: la durata minima del corso dev’essere di 16 ore;
- Medio Rischio: la durata minima dev’essere di 32 ore;
- Alto Rischio: la durata minima del corso di formazione dev’essere di 48 ore.
A seconda del settore e della categoria di appartenenza, ad ogni Codice ATECO viene assegnato un livello di rischio al quale bisogna fare riferimento per l’organizzazione dei corsi sulla sicurezza.
Anche i periodici corsi di aggiornamento successivi sono obbligatori, e devono essere rinnovati ogni 5 anni (ogni 3 anni per i settori maggiormente a rischio, es. ambito edilizia).
La durata dei corsi di aggiornamento, anche in questo caso, dipende dal livello di rischio associato all’impresa, con le seguenti ore minime che devono essere rispettate:
-
- Basso Rischio: durata minima pari a 6 ore;
- Medio Rischio: durata minima pari a 10 ore;
- Alto Rischio: durata minima del corso di aggiornamento pari a 14 ore.
All’Allegato 2 dell’Accordo è possibile consultare i livelli di rischio associati ai vari settori e categorie.
Leggi anche: “Sicurezza sul lavoro: ecco come proteggere dal rischio elettrico”
Corso di Sicurezza per Lavoratori: tutte le novità del 2025
Il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro è stato aggiornato di recente con l’entrata in vigore della Legge n. 203/2024, in vigore a partire dal 12 gennaio 2025, che ha introdotto importanti modifiche e novità anche in riferimento al corso di formazione per la sicurezza dei lavoratori.
Tra le principali novità apportate al Testo Unico, si evidenziano:
-
- Sanzioni inasprite ai danni dei datori di lavoro che non provvedono alla formazione dei lavoratori sui rischi specifici. Si rischiano ammende da 1.200 a 5.200 euro oppure l’arresto da 2 a 4 mesi, a seconda della gravità dell’infrazione;
- Maggiore attenzione al DVR (Documentazione della Valutazione dei Rischi), con specifiche in merito alla corretta redazione e aggiornamento del documento, che risulta essenziale per l’individuazione e la gestione dei rischi presenti in azienda;
- Aggiornamento Piani di Sicurezza, con l’introduzione dell’obbligo di aggiornare regolarmente i piani di sicurezza, soprattutto in caso di modifiche significative nelle attività lavorative o nell’organizzazione aziendale.
